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200mila disoccupati per il dolore reumatico

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Pubblicato il: 22-10-2013
Sanihelp.it - Sono circa 200mila gli italiani costretti ad abbandonare il lavoro o che non trovano più un'occupazione perché affetti da patologie reumatiche invalidanti. Si tratta soprattutto di malati di artrite reumatoide, artrite psoriasica o spondilite anchilosante, che nell'arco di 5 anni dalla diagnosi in quattro casi su 10 si ritrovano senza impiego perché per colpa del dolore non possono più svolgere le loro abituali mansioni.

I costi sociali complessivi solo per queste tre malattie ammontano a 4 miliardi perché alle perdite dovute al calo di produttività e ai 23 milioni di giorni di lavoro persi ogni anno, stimate in oltre 2,8 miliardi, si aggiungono i costi di disoccupazione, le spese per il trattamento della malattia e gli assegni di inabilità e di invalidità, che crescono al ritmo di 4.000 nuove richieste all'anno e che sono inferiori solo a quelli erogati per neoplasie e malattie cardiocircolatorie.

L'allarme arriva dal convegno di Fit for Work Italia, un progetto che nell'ambito di Fit for Work Europa mira ad aumentare la sensibilità di istituzioni e opinione pubblica per una corretta gestione delle patologie muscolo-scheletriche, così da ridurre i costi diretti e indiretti a esse correlati. 

La maggioranza dei pazienti affetti dalle patologie reumatiche più invalidanti ha un’età compresa fra i 35 e i 55 anni, sono cioè nel pieno della vita lavorativa attiva. Le malattie reumatiche sono oggi la prima causa di assenze dal lavoro e invalidità per malattie cronico-degenerative; sono altresì la causa della metà delle assenze superiori ai tre giorni, del 60% dei casi di inabilità al lavoro e di più del 25% delle pensioni di invalidità erogate dallo Stato. Oggi sono stimati in circa 200.000 i non occupati per patologie reumatiche. I lavoratori rischiano, oltre alla disoccupazione, il pensionamento anticipato e l'esclusione sociale.

Garantire l'accesso tempestivo alle terapie più innovative comporta una drastica riduzione del numero di giornate di lavoro perse: è stato confermato da una recentissima indagine che ha evidenziato come l’introduzione dei farmaci biologici determini nei soggetti trattati una significativa diminuzione dei giorni di assenza dal lavoro maggiore rispetto ai casi in cui tali farmaci non vengono impiegati.

Se fosse possibile impiegare i farmaci secondo i criteri previsti dalle più accreditate Linee Guida nazionali e internazionali, si potrebbe risparmiare un miliardo di euro di costi indiretti legati alla perdita di produttività lavorativa.

La proposta di Fit for Work Italia prevede la riorganizzazione dei servizi reumatologici in una rete assistenziale nazionale e l'organizzazione di servizi per il recupero delle capacità lavorative del paziente. Le indicazioni devono rientrare in un piano sanitario da presentare nel secondo semestre del 2014. 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Fit for Work Italia, malattie reumatiche croniche invalidanti fra salute e lavoro

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