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Pillola dei 5 giorni dopo: come siamo messi?

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Pubblicato il: 30-10-2013
Sanihelp.it - In quasi quattro consultori italiani su cinque non vengono forniti gli stick per i test di gravidanza necessari a ricevere la prescrizione della nuova contraccezione d’emergenza. E nel Sud la situazione peggiora: poco più di un consultorio su dieci può disporre dei test (15,4%). 

Il quadro diventa ancora più critico nei pronto soccorso: nell’81% dei casi non ci sono gli stick sulle urine; nel Sud il vuoto è quasi assoluto: sono pochissimi, infatti, i pronto soccorso in grado di effettuare test di gravidanza rapidi (appena l’11%).

I risultati? Le donne sono costrette a pellegrinaggi estenuanti verso strutture in grado di rispondere alle loro esigenze o verso laboratori di analisi per test più invasivi e costosi. E se proprio non possono effettuare il test in tempi rapidi devono ricorrere ad altri contraccettivi, meno efficaci rispetto alla nuova opzione terapeutica. È quanto emerso da una ricerca svolta da Datanalysis e realizzata in 200 consultori e 100 pronto soccorso-DEA presenti su tutto il territorio nazionale.

Un’indagine che parla chiaro: il test obbligatorio e la sua carenza negli istituti pubblici deputati alla prescrizione della contraccezione d’emergenza ostacolano, e in molti casi negano, la possibilità di accesso a un farmaco più efficace; se assunto nelle prime 24 ore dal rapporto sessuale, riduce di due terzi il rischio di gravidanza indesiderata rispetto alla precedente opzione farmacologica.

Un quadro decisamente negativo, anche perché l’Italia è l’unico Paese - tra i 61 nel mondo dove è stata autorizzata la vendita della nuova pillola per la contraccezione d’emergenza - sottoposto all’obbligo della presa visione del medico di un test di gravidanza negativo prima della prescrizione.

Non va dimenticato inoltre che ancora oggi, a causa della presenza di obiettori o per problemi organizzativi, cinque consultori su dieci e ben sei pronto soccorso su dieci non prescrivono la contraccezione d’emergenza. 

I dati in letteratura riferiscono che anche nei Paesi occidentali, nonostante il diffuso ricorso a contraccettivi efficaci e ben tollerati, più di un terzo delle gravidanze risultano indesiderate e circa la metà dei casi si concludono con il ricorso all’IVG. 

L’esecuzione obbligatoria di un test di gravidanza non è stata inserita nel riassunto delle caratteristiche di prodotto né dall’Agenzia del farmaco europea (l’Ema) né da quella statunitense (l’Fda). Il test eventualmente viene suggerito solo a seguito di un'adeguata valutazione clinica.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
O.N.Da e Aidos

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