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Neuralterapia: iniezioni di energia

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Pubblicato il: 19-10-2004

La neuralterapia si basa su iniezioni localizzate che in poco tempo eliminano il dolore. Ma attenzione: solo i medici possono praticare queste speciali infiltrazioni.

Sanihelp.it - Scoperta più di 50 anni fa, la neuralterapia è una tecnica che, come indica il nome, cura le malattie attraverso il sistema nervoso.  
 
Nota anche come terapia del secondo, poiché agisce in pochi istanti, la neuralterapia è indicata per curare disturbi localizzati e presenta la sua massima percentuale di successo nella terapia del dolore.  
Infatti, similmente all’agopuntura, la neuralterapia usa l’iniezione di particolari sostanze per intervenire direttamente sull’organo sofferente, e in poco tempo il dolore scompare. 
 
Se pensiamo che il sistema neurovegetativo è costituito da fibrille che ricevono gli stimoli dalle altre cellule del corpo, è facilmente comprensibile come, se un gruppo di cellule si ammala, le conseguenze possano propagarsi a distanza.  
 
Ognuno di noi poi ha il suo tallone d’Achille, il suo organo debole che fa i capricci quando le difese dell’organismo si abbassano, cioè quando il sistema neurovegetativo non è più in grado di effettuare la sua azione schermante contro le influenze esterne.  
Se gli impulsi perturbanti che provengono dalle cellule malate raggiungono l’organo debole, tutto il corpo si ammala. Per evitare questo processo, interviene la neuralterapia. 
 
Le malattie sul quale questa terapia è efficace sono disparate:  
 
  • malattie reumatiche
  •  

  • nevralgie


  • dolori post-operatori o post-traumatici


  • disturbi a componente neurovegetativa (cioè disturbi degli apparati digerente, cardio-circolatorio, respiratorio, auricolare ecc.).


Se ben eseguita, la neuralterapia è innocua (l’iniezione non danneggia i tessuti e i farmaci sono atossici) e non è particolarmente dolorosa. È indicata quindi anche nei bambini.  
 
Può accadere che la zona infiltrata sia calda e leggermente dolente: questa reazione è di buon auspicio, perché significa che il sistema neurovegetativo è stato talmente stimolato a mettere in opera i dispositivi di guarigione che nella zona malata si è avuto un incremento dei meccanismi disintossicanti e rigenerativi.  
Anzi, dopo tali reazioni si è notato che il processo di guarigione è ancora più rapido di quanto non avvenga solitamente. 
 
Unica cautela: la scelta del terapista
Attualmente la neuralterapia viene praticata esclusivamente da medici, in quanto le infiltrazioni di anestetici locali sono mezzi terapeutici che per legge possono essere usati solo da personale specializzato. 
 
Infatti solo chi ha approfondite conoscenze anatomiche, fisiologiche e patologiche può venire a capo di tutti gli eventi che possono presentarsi in una seduta neuralterapeutica.  
 
Il consiglio è dunque di scegliere un medico che abbia effettuato un apprendistato presso un neuralterapeuta esperto e che eserciti la disciplina abitualmente.  
 


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Redazione Sanihelp.it

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