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Donne e omeopatia

Medicinali omeopatici: le donne dicono sì

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Pubblicato il: 05-11-2013

Cresce la fiducia degli italiani nei confronti dei medicinali omeopatici, soprattutto grazie al passaparola. Oltre il 70% delle donne ha avuto un'esperienza positiva con l'omeopatia.

Medicinali omeopatici: le donne dicono sì © Photos.com Sanihelp.it - «La grande richiesta di informazioni giunta a O.N.Da sui medicinali omeopatici ci ha portato a condurre un'indagine conoscitiva sull'atteggiamento delle donne italiane nei confronti dell'omeopatia», spiega Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da. Dai risultati è emerso che la fiducia nei confronti dei medicinali omeopatici è in aumento, soprattutto tra le donne: oltre il 70% delle donne infatti ha avuto un’esperienza positiva con l’omeopatia, cui si è ricorso nella maggior parte dei casi per far fronte alle malattie influenzali e da raffreddamento o per rafforzare le difese immunitarie. Le donne però richiedono una maggior informazione sul tema.

«L’indagine condotta su un campione nazionale di 1000 donne, di età compresa tra i 25 e 54 anni, illustra come le donne italiane che acquistano medicinali omeopatici, considerati essenzialmente prodotti naturali, lo facciano principalmente per se stesse e su consiglio di una figura medica o del farmacista. Il 65% delle intervistate si dichiara d’accordo in merito all’ancora troppo scarso riconoscimento dell'omeopatia, mentre il 37% considera problematica l’assenza del foglietto illustrativo nella confezione, che ne favorirebbe un più facile ed efficace utilizzo. I medicinali omeopatici sono percepiti come un'opportunità terapeutica nel trattamento di numerose patologie quali influenza, disturbi del sonno e allergie stagionali. Sotto la spinta di tale percezione l'integrazione fra omeopatia e allopatia si sta rafforzando anche in altri ambiti. È il caso per esempio dell’oncologia, dove i preparati omeopatici sono utilizzati a supporto nel mitigare gli effetti collaterali delle cure antitumorali e aiutare a migliorare la qualità di vita del paziente», conclude la presidente.«L’omeopatia è un metodo diagnostico e terapeutico basato sulla Legge dei Simili che afferma la possibilità di curare un malato somministrandogli una o più sostanze in diluizione che, somministrate in dose ponderale (concentrate) a una persona sana, riprodurrebbero i sintomi caratteristici del suo stato patologico. Il concetto è ben espresso dalla frase latina Similia similibus curentur, ossia il simile cura il simile: una sostanza che a dose concentrata provoca alcuni sintomi potrà, a dose molto diluita, curarli. Il compito del medico omeopata è cercare quel rimedio che normalmente, in un individuo sano, provocherebbe una malattia analoga a quella che il suo paziente mostra. Per individuare il livello di analogia il medico compie una raccolta di dati molto dettagliata, che parte dalla classica anamnesi medica e poi si allarga  per definire il temperamento del paziente, il suo grado di reattività alla patologia, la sua emotività, l’atteggiamento. Per questo possiamo affermare che i medicinali omeopatici sono declinati alle  persone  e  alle  loro  patologie  anziché  unicamente  alla  patologia  stessa.   Medicina del racconto è una frase ben dedicata all’omeopatia, una medicina estremamente dedicata all’ascolto del paziente, che spesso stabilisce un’alleanza terapeutica molto forte fra il medico curante e il malato», afferma Stefania Piloni, Medico specialista in Ginecologia e Ostetricia e docente di Medicina Complementare, Omeopatia e Fitoterapia presso l’Università di Milano.«Anche i dati che raccogliamo ogni giorno dietro il banco della farmacia – aggiunge Manuela Bandi, farmacista titolare a Milano e membro del Consiglio Direttivo di Federfarma Lombardia - confermano quanto emerso da questo ampio e accurato studio. Sicuramente sono soprattutto le donne ad avvicinarsi all'omeopatia e lo fanno tramite un consiglio mirato che normalmente arriva dal farmacista per le patologie più lievi e dal medico per le terapie più complesse o croniche. Questo dipende in gran parte dal fatto che raramente l'omeopatia viene approcciata per l’automedicazione, ma richiede una conoscenza approfondita del prodotto e ancor di più un'analisi della persona, la quale deve essere disposta a descrivere i sintomi del momento ma anche le sue caratteristiche peculiari. Questo atteggiamento appartiene da sempre al mondo femminile, che si fa inoltre carico degli altri, siano essi genitori anziani, mariti o figli. Questo viaggio nell'omeopatia, da chiunque sia compiuto, porta migliori risultati se fatto indirizzati da una mano esperta e di fiducia: in questo senso, la farmacia, grazie alla diffusione capillare sul territorio ed il suo personale oggi sempre più preparato ed attento, vuole essere un ottimo compagno al quale rivolgersi».«L'omeopatia non va considerata un'alternativa alla medicina tradizionale, ma vi si può ricorrere in contemporanea. Ciò che piace a chi si affida all'omeopatia è la sua grande personalizzazione: due persone diverse, affette dalla stessa malattia, saranno molto probabilmente curate con lo stesso farmaco allopatico, ma sicuramente con due rimedi omeopatici differenti. L'indagine meticolosa che l'omeopata effettua circa l'origine e le circostanze sia fisiche sia psichiche di esordio della patologia è molto importante: una gastrite è pur sempre una gastrite, ma per l'omeopata è diversa se causata da un violento litigio sul lavoro o da un pasto troppo piccante», conclude la dottoressa Piloni.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Conferenza stampa Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (O.N.Da)

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