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Veronesi: e-cigarettes salverebbero 30.000 vite all'anno

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Pubblicato il: 07-11-2013
Sanihelp.it - «Se tutti coloro che fumano sigarette tradizionali si mettessero a fumare sigarette senza tabacco, salveremmo almeno 30.000 vite all’anno in Italia e 500 milioni nel mondo. Oggi stiamo dibattendo quindi del più grave problema sanitario del nostro secolo: lo stop al fumo. Per questo abbiamo il dovere morale di studiare scientificamente la sigaretta smoke free, e all’Istituto europeo abbiamo deciso di farlo».
 
Esordisce così Umberto Veronesi nel corso della presentazione tenutasi il 5 novembre durante cui sono stati presentati i risultati di uno studio pilota effettuato all’Istituto Oncologico Europeo (IEO) sulle sigarette elettroniche. Secondo Veronesi infatti, il dibattito condotto finora su questo tipo di dispositivo si sarebbe concentrato più sugli interessi monetari di mercato che non sul vero cuore della questione, la salute dei cittadini.
 
Ecco quindi spiegata la motivazione di un nuovo studio, promosso da IEO e supportato dall’Ospedale San Raffaele di Milano e dal Centro Cardiologico Monzino di Milano, che si è posto l’obiettivo di testare se l’impiego della sigaretta elettronica sia concretamente utile ai fini della disassuefazione dal fumo. «Dopo anni di equivoci scientifici, oggi vi è consenso sul definire il fumo di sigaretta non un vizio, bensì una malattia specifica, la dipendenza, che non può essere trattata come le altre» dichiara Carlo Cipolla, Direttore della Divisione di Cardiologia.

La sperimentazione in questione è stata condotta su un gruppo di 65 pazienti affetti da tumore o da infarto miocardico recente, tutti fumatori da almeno dieci anni di un quantitativo pari o superiore a dieci sigarette.
 
I risultati ottenuti «mostrano che dopo sei mesi, chi usa la sigaretta elettronica smette di fumare nel 60% dei casi, contro la metà (32%) di chi non la utilizza - prosegue il dottor Cipolla - Anche chi non riesce a smettere, riduce drasticamente il numero di sigarette fumate (meno dieci) mentre chi non la usa riduce in maniera inferiore (circa sei). Il 60% dei pazienti dà un buon giudizio sulla sigaretta senza tabacco e l’80% la giudica un buon modo per ridurre il numero di sigarette fumate».
 
Certamente nessun intervento di disassuefazione può funzionare da solo, e anche la sigaretta elettronica andrebbe inserita in un percorso controllato e duraturo, che permetta di superare non solo la dipendenza fisica ma anche (e soprattutto) quella psicologica. Il fatto però che possa essere considerata un eventuale strumento di lotta contro il fumo, prima causa al mondo di morte evitabile, è un dato che ha spinto gli studiosi a prestare particolare attenzione a questo dispositivo e, alla luce dei risultati ottenuti, ad elaborare già un piano di azione per il prossimo futuro.
 
«Verranno arruolati 200 fumatori che saranno seguiti per sei mesi, valutati dopo un anno e poi monitorati a lungo termine, fino a cinque anni» spiega Giulia Veronesi, Direttore dell’Unità Prevenzione e Diagnosi Precoce del Tumore del Polmone. Una possibilità di osservazione prolungata e costante che non solo renderà unico questo studio a livello internazionale, ma permetterà anche di capire se la sigaretta elettronica potrà essere efficacemente utilizzata (o meno) nella disassuefazione da tabacco.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Oncologico Europeo (IEO)

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