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Ospedali: le cadute sono la quarta causa di risarcimento

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Pubblicato il: 11-11-2013
Sanihelp.it - Un dato curioso quello che emerge dalla quarta edizione del report Medical Malpractice della società di brokeraggio Marsh sui sinistri nella sanità pubblica: la caduta accidentale di pazienti e visitatori si aggiudica il quarto posto fra le cause di risarcimento danni in ospedale.
 
L’analisi, condotta su un totale di 34.920 richieste danni pervenute a 95 strutture sanitarie pubbliche nel periodo 2004-2011, ha preso in considerazione le richieste di risarcimento danni causate da cadute accidentali in ospedale, che sono risultate essere ben 3.549, il 10% del totale delle richieste di risarcimento registrate nel report.

Sempre secondo l’analisi, le cadute dei visitatori hanno tenuto testa (con il loro 48,3%) a quelle dei pazienti, che hanno fatto registrare una percentuale del 51,6% sul totale. Per questi ultimi, il maggior pericolo è risultata essere la deambulazione nei corridoi e nei bagni, nonché la caduta da letti e poltrone; i visitatori invece hanno perso l’equilibrio principalmente sui viali e sulle scale, rampe o scale mobili.
 
Nella quasi totalità dei casi (ovvero per il 97%) le cadute accidentali hanno dato origine solamente a lesioni, anche se nel 2,4% dei casi sono state responsabili dei conseguenti decessi, un dato allarmante se si pensa che con adeguate segnalazioni o con interventi di manutenzione, si sarebbe potuto evitare più del 90% di questo tipo di incidenti.

A livello prettamente economico invece, negli 8 anni presi in considerazione dal report, il costo delle richieste di risarcimento danni è risultato ammontare a circa 33 milioni di euro, con un valore medio per sinistro di circa 15.000 euro e picchi di 570.000 euro per decessi avvenuti in seguito a caduta.
 
E se la quasi totalità delle richieste è ricaduta interamente sui bilanci delle strutture sanitarie, va anche considerato che, oltre all’esborso diretto per l’eventuale contenzioso, l’ospedale ha dovuto prendersi carico anche dei costi indiretti relativi all’allungamento della durata dei ricoveri e alle indagini diagnostiche o agli interventi chirurgici che sono risultati necessari a seguito di fratture e lesioni.

Insomma un quarto posto per la frequenza (un sinistro ogni dieci), che ha fatto collocare le cadute accidentali solamente dopo l’errore chirurgico, diagnostico e terapeutico: un dato curioso perché, per la prevenzione di questo tipo di sinistri, basterebbe disporre semplicemente di segnalazioni e manutenzione adeguate. Per un risparmio non solo (e soprattutto) in salute, ma anche di 4,2 milioni di euro all’anno.


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Marsh

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