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Dieta: tentazioni, che passione

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Pubblicato il: 25-10-2004

La bilancia è scesa di tre chili, ma la forza di volontà durante il week-end mi ha abbandonata... Bisogna correre ai ripari, e correre in palestra!

Sanihelp.it - Ormai ne sono convinta, fare una dieta è come intraprendere un percorso di autoanalisi: ogni volta si scoprono nuove debolezze che sfuggono al controllo della volontà.

Da cosa deriva la mia vena filosofica di questa mattina?
In parte dal cielo grigio, in parte dal fatto che è lunedì, ma soprattutto dalla certezza che il mio cervello mi ha fregato un’altra volta: è bastato che venerdì il dietologo mi dicesse che sono dimagrita tre chili, per cedere a qualche grave peccato di gola.

Nello specifico, un panino di Mc Donald, una porzione (piccola!) di lasagne e un buffet aperitivo che avrebbe sfamato l’intera popolazione del Rwanda.
Il mio senso di colpa ora è pari alla mia ira: possibile che io sia così svampita?
Raggiungo un traguardo positivo, sono fiera del frutto dei miei sforzi…e non mi viene in mente di meglio che festeggiare con una bella mangiata!

Ma come si fa?
La spiegazione che mi sono data non è certo incoraggiante, ma spero che almeno sia comune alla maggioranza delle persone: quando vogliamo raggiungere davvero un obiettivo ci impegniamo con tutte le nostre forze, ma quando ormai quell’obiettivo è quasi in tasca ci rilassiamo, o peggio ci stanchiamo.

C’è chi lo fa con i fidanzati… ma almeno quelli non lasciano rotolini a ricordare il loro passaggio!

Io invece mi sento come un maratoneta che si ferma a allacciare le scarpe a 5 metri dal traguardo.
Non penso che il danno fatto sia irreparabile, ma ora lo sforzo per rimettermi in carreggiata sarà doppio, e avrà il sapore di quelle lasagne che non assaggiavo da più di un mese.

Ecco un’altra grande lezione di vita che la dieta mi regala: ho voluto strafare, e ora mi dovrò privare di quelle piccole rivincite che mi prendevo durante la settimana, come un po’ di pane o di olio in più.

A chi mi accusa di essere fissata (le parole esatte sono pazza psicopatica) rispondo che questa non è altro che disciplina, allenamento all’equilibrio alimentare e quindi in definitiva saggezza.
Sarà anche l’influsso del viet vo dao?

Insomma, se vado avanti così potrei scrivere presto un libro stile »Mille e uno modi per resistere alle tentazioni del cibo»…

Ecco quello che mi ripeto oggi: inutile piangersi addosso, meglio farlo a pranzo sopra un piatto di pollo alla griglia.


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Redazione Sanihelp.it

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