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Capelli secchi e fragili? Ecco i test da fare

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Pubblicato il: 27-11-2013
Sanihelp.it - La salute del capello, prima che dal parrucchiere, passa dal dermatologo. «Attraverso appositi test effettuati sulla chioma è possibile dare valutazioni termo-cosmetologiche per combattere la caduta e capirne le cause», avverte la professoressa Gabriella Fabbrocini, docente di dermatologia e venereologia presso l’Università di Napoli Federico II.
 
Dalla Spagna e dalla Francia arriva il monito: un ottimo stato di salute psicofisica mantiene in forma la nostra chioma. I capelli sono il riflesso del nostro stile di vita e se siamo malati, stressati o affiticati questi ne risentono. Evitare perciò le situazioni di stress lavorativo; nutrirsi di cibi ricchi di proteine e vitamine B e PP (carne e pesce in primis); non fumare; moderare il consumo di alcolici; evitare di sottoporsi a tinte caserecce o intrugli fai-da-te per arginare eventuali diradamenti.

Per problemi di calvizie precoce e diradamento si può ricorrere a esami molto rapidi e per nulla invasivi, come la tricoscopia o dermatoscopia applicata al cuoio capelluto, oggi attuabile anche con l’handyscope, un dermatoscopio manuale con applicazione sull’iPhone, che permette di capire se siamo di fronte a una caduta temporanea o una vera condizione di alopecia; iltricogramma, un'analisi del capello al microscopio che valuta la quota del capello in crescita e quella in caduta e, sulla base di tale rapporto, ci aiuta a stabilire se siamo in un passaggio da una condizione fisiologica verso una patologia. In caso di patologie complesse, invece, si può intervenire con la biopsia del cuoio capelluto.

Ma la salute dei capelli può essere talvolta correlata a uno stato di salute generale per cui, talvolta, può essere utile un’ecografia tiroidea per valutare eventuali alterazioni che possono rendere i capelli secchi e sfibrati e quindi più fragili o, in caso di donne, a un’ecografia ovarica per valutare se e quanto eventuali problemi tricologici legati soprattutto a un eccesso di sebo e di forfora dipendando dal corretto funzionamento di alcune ghiandole.

Ultimamente sul mercato vi è anche il test genetico dx per l’alopecia androgenetica che, anche se non affidabile al 100%, integrato con gli altri esami può consentire di fare diagnosi precoce e iniziare una terapia. L’esame clinico, infatti, individua l’alopecia androgenetica quando la malattia è già conclamata. Quando l’assottigliamento diventa visibile, chi ha il disturbo potrebbe aver già perso fino a 50% dei capelli in quell'area del cuoio capelluto.
 
Per quanto riguarda le terapie, il trattamento con finasteride negli uomini e con minoxidil nelle donne rimangono i punti cardine. Interessante il PRP o trattamento al plasma ricco di piastrine, già sperimentato nei trattamenti di chirurgia plastica, in grado di potenziare i processi di autorigenerazione delle cellule staminali della zona del bulge nei follicoli di individui affetti da calvizie.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Professoressa Gabriella Fabbrocini, universitÓ Federico II di Napoli

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