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Sclerosi multipla causata da una disfunzione metabolica

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Pubblicato il: 11-12-2013
Sanihelp.it - Tra le varie patologie conosciute che ad oggi non hanno ancora trovato una cura, la sclerosi multipla, conosciuta anche come sclerosi a placche o polisclerosi, merita certamente un triste posto d'onore tra le malattie più temute dall'uomo: caratterizzata da un'ampia gamma sintomatologica, essa comporta la distruzione della guaina melinica che isola gli assoni, fibre entro cui le cellule nervose trasmettono i propri impulsi elettrici. Quando ciò accade, la comunicazione tra cervello e midollo spinale ne risente, diventando altamente problematica: tra le conseguenze di una tale disfunzione vi sono disturbi motori e visivi, spasticità, atrofia muscolare, paralisi e difficoltà nel parlare. Nonostante l'impegno profuso nelle varie ricerche scientifiche, che ha portato comunque a notevoli progressi medici, e l'encomiabile lavoro di sensibilizzazione dell'AISM, ad oggi non è stata ancora trovata la causa certa di tale malattia.

Ma la scoperta fatta dall'Università degli Studi di Salerno, in collaborazione con l'Università degli Studi di Napoli Federico II, IRCSS MultiMedica e University of California Los Angeles, potrebbe rappresentare un tanto sospirato passo avanti nella definizione dell'eziologia di questa patologia. Secondo questa ricerca congiunta, l'insorgere della sclerosi multipla potrebbe essere correlata ad una disfunzione metabolica: nello specifico, questa anomalia causa un eccesso metabolico energetico intracellulare, cosa che coinvolge le cellule T regolatorie, cosiddette cellule-sentinella. Questi linfociti solitamente proteggono l'organismo dalle malattie autoimmuni, mantenendole sotto controllo: ma la disfunzione metabolica in questione provoca un'alterazione di questo potenziale, cosa che di fatto annulla la capacità delle cellule-sentinella di porre rimedio all'infiammazione che distrugge la mielina. Inoltre, l'acutizzarsi della patologia comporta una drastica riduzione della crescita di queste cellule, determinando dunque una correlazione tra l'insorgere della sclerosi multipla e la diminuzione della loro efficacia.

Questa scoperta risulta particolarmente importante sotto svariati punti di vista. In primo luogo, l'esito di questa ricerca pone le basi di una determinazione eziologica della malattia. Si ritiene infatti che la causa della sclerosi multipla sia da attribuire ad una concatenazione di eventi scatenanti, che avrebbero origine da fattori di tipo ambientale, genetico ed infettivo: ma tale concezione si basa su teorie maturate da diverse ricerche, tanto valide quanto non definitive. In seconda battuta, tale disfunzione metabolica può diventare un criterio di diagnosi e prognosi della malattia, il cui decorso è spesso incerto. Infine, questa scoperta può fornire una spiegazione al fatto che l'indice di incidenza della sclerosi multipla risulti maggiore tra le popolazioni ricche, sottoposte ad una pressione metabolica più massiccia rispetto a culture meno progredite.  


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
UniversitÓ degli Studi di Salerno, UniversitÓ degli Studi di Napoli Federico II, IRCSS MultiMedica, University of California Los Angeles

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