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Anche i bambini di quattro mesi ricordano lo stress

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Pubblicato il: 16-12-2013
Sanihelp.it - Fin dai primi giorni di vita, i bambini sono sottoposti a molti piccoli stress di natura socio-emozionale, come quando attendono che l’adulto soddisfi i loro bisogni. Un gruppo di ricerca dell’IRCCS Medea – La Nostra Famiglia, in collaborazione con l’Harvard Medical School di Boston, ha studiato la capacità nei bambini di quattro mesi di ricordare eventi sociali utilizzando il paradigma Face-to-Face Still-Face (FFSF). 

La procedura FFSF coinvolge la coppia madre-bambino in un’interazione viso-a-viso nel corso della quale la madre è istruita a sospendere momentaneamente la comunicazione, guardando suo figlio senza parlare o toccarlo e mantenendo un’espressione neutra del volto. Un numero elevato di studi ha dimostrato che questa condizione produce una tipica reazione nel bambino (definita come effetto still-face) caratterizzata da una riduzione del coinvolgimento sociale positivo e un concomitante incremento del coinvolgimento negativo (agitazione, richiesta di essere preso in braccio, pianto) e di comportamenti auto-regolatori (per esempio, la comparsa della suzione non-nutritiva).

Nel corso della sospensione comunicativa con la madre, i bambini manifestano inoltre segni fisiologici di stress, come l’attivazione della asse ipotalamo-ipofisi-cortico-surrene che controlla i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress). 

Dopo la seconda esposizione allo stress sociale, i bambini del gruppo sperimentale non mostravano differenze sostanziali nei comportamenti, ma presentavano una modificazione significativa nella risposta ormonale, a seconda di specifiche differenze individuali. In particolare, per un sottogruppo di bambini la concentrazione di cortisolo risultava dimezzata, per un altro sottogruppo era invece quasi raddoppiata. Il dato indica che per il primo sottogruppo la seconda esposizione era stata meno stressante, mentre per il secondo era stata fonte di un disagio maggiore. 

In entrambi i casi, comunque, le variazioni di cortisolo dimostravano che i bambini avevano tenuto traccia dell’esperienza precedente. Questi risultati confermano che già a quattro mesi di vita i bambini hanno memoria di un evento stressante anche a distanza di due settimane e che questo ricordo si manifesta sul piano fisiologico invece che su quello comportamentale: sembra plausibile che i bambini abbiano memorizzato il disagio sperimentato la prima volta, in risposta all’interruzione della comunicazione materna, sotto forma di una conoscenza somatica
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ass. La Nostra Famiglia

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