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Vecchiaia in dietrofront: scoperta fonte della giovinezza

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Pubblicato il: 23-12-2013
Sanihelp.it - Come capire quando una cellula sta invecchiando? Semplice, basta osservare i livelli di ossigeno contenuti in essa.

Senza ossigeno infatti i mitocondri, le centrali energetiche delle cellule, diventano meno efficienti e non sono più in grado di trasformare il glucosio nell’energia di cui le cellule necessitano per svolgere tutte le loro funzioni vitali, di cui la più importante è senz’altro la respirazione cellulare. Senza ossigeno quindi le cellule invecchiano, e con loro l’intero organismo.

Uno studio eseguito da un gruppo di ricercatori guidato dal dottor Sinclair, professore di genetica presso l’Harvard Medical School, ha scoperto come un composto di biomolecole sia in grado di ringiovanire le cellule più vecchie, rendendole nuovamente energiche e attive.

La sperimentazione è stata condotta su un gruppo di topi anziani a cui è stato somministrata una biomolecola chiamata NAD (nicotinammide adenina dinucleotide), il cui ruolo biologico consiste nel permettere le reazioni di ossidoriduzione: queste ultime sono tipiche di molti processi biologici, tra i quali figura anche la respirazione cellulare nei mammiferi.

Secondo questo studio, l’invecchiamento comporterebbe una riduzione del 50% dei livelli di NAD, causando una riduzione della comunicazione tra il nucleo cellulare e i mitocondri, che diventando meno reattivi provocherebbero l’invecchiamento cellulare.

«Il processo di invecchiamento che abbiamo scoperto è analogo a una coppia sposata –  spiega lo stesso dottor Sinclair – Quando la coppia è giovane comunica bene, ma col passare del tempo, vivendo a stretto contatto per molti anni, la comunicazione si perde gradualmente. E proprio come per una coppia, ripristinando la comunicazione si risolve il problema».

I risultati, pubblicati sulla rivista Cell, dimostrano che la somministrazione di NAD per una sola settimana ha fatto sì che il tessuto cellulare di topi di due anni assomigliasse a quello di topi di sei mesi: convertendo l’età, si potrebbe asserire che le cellule di un uomo sessantenne diventerebbero simili a quelle di un ragazzo di vent’anni.

Adeguate quantità di NAD ingannerebbero quindi la cellula inducendola a pensare che sia ancora giovane e provocando così un’inversione del processo di invecchiamento: e dato che il NAD è un composto già presente nella cellula, i ricercatori si mostrano ottimisti anche sui possibili effetti collaterali.

Insomma, pare che sia stata scoperta l’odierna fonte della giovinezza, anche se lo stesso dottor Sinclair afferma che non si sente ancora pronto per affermare che questa sostanza porti alla creazione di cellule immortali.

Le prospettive dello studio muovono per intanto verso i risultati che le somministrazioni di NAD potrebbero avere su malattie croniche tipiche dell’invecchiamento quali le infiammazioni, le atrofie, il cancro e il diabete, per promuovere non solo un ritorno alla giovinezza ma soprattutto alla salute.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Cell

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