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Ipertensione: una questione di genere

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Pubblicato il: 03-01-2014
Sanihelp.it - Tra le condizioni cliniche più diffuse di questo periodo storico l'ipertensione, conosciuta anche come ipertensione arteriosa, è tra quelle che colpisce più di frequente: una stima condotta qualche anno addietro ha calcolato che circa il 26% della popolazione mondiale ne soffre, senza distinzione di razza o livello di industrializzazione del paese. Questa patologia, che consiste in una eccessiva pressione del sangue che scorre nelle arterie, con conseguente aumento del carico di lavoro del muscolo cardiaco, porta a varie condizioni in cui il pericolo di decesso risulta purtroppo elevato: l'ipertensione è infatti un fattore di rischio per l'insorgere di ictus, infarto, aneurisma tra gli altri, comportando dunque un'aspettativa di vita inferiore alla media.

Uno studio della Wake Forest Baptist Medical Center, pubblicato sul numero di dicembre della rivista specializzata Therapeutic Advances in Cardiovascular Disease, ha però rivelato che il rischio di complicazioni legate all'ipertensione è maggiori nelle donne rispetto agli uomini: cosa finora ritenuta improbabile, in quanto gli esseri umani di sesso femminile sono statisticamente meno colpiti da questa condizione clinica. Questa ricerca, condotta su un campione di 100 volontari di età media intorno ai 53 anni che non seguivano alcun trattamento, ha cercato di analizzare il livello di salute dell'apparato cardiovascolare, oltre ai meccanismi ormonali coinvolti nell'ipertensione: il risultato ha svelato come il rischio di complicazioni legati a questa condizione nelle donne sia notevolmente maggiore, nell'ordine di un 30%-40% in più, rispetto agli uomini.

Tale esito comporterebbe dunque un cambio di mentalità nel trattamento di questa patologia, trattamento che finora partiva dall'assunto che l'ipertensione, nei soggetti di sesso maschile e femminile, implica condizioni e rischi assolutamente similari, e dunque similare era la cura. Questa maggiore vulnerabilità nelle donne suggerisce invece un'attenzione più mirata a livello terapeutico, e forse un trattamento più specifico. Il pericolo risulta ancor più spiccato se si considera che l'ipertensione è solitamente asintomatica, e dunque può essere rilevata solo dopo esame medico. Si ricorda comunque che finora, oltre all'approccio farmacologico, metodi per inibire l'insorgere di questa patologia universalmente riconosciuti sono la riduzione del peso corporeo, una limitazione del sodio e dei grassi saturi assunti tramite la propria dieta, e uno stile di vita che comprenda l'attività fisica ed escluda eccessi alcolici, fumo e droghe.

 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Wake Forest Baptist Medical Center, Therapeutic Advances in Cardiovascular Disease

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