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A chi è consigliato il vaccino

Influenza: come proteggere i bimbi a rischio

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Pubblicato il: 07-01-2014

Siamo al picco dell'influenza. Innocua per la maggior parte dei bambini, la malattia può avere serie ripercussioni su alcuni piccoli fragili. Ecco come comportarsi.

Influenza: come proteggere i bimbi a rischio © Photos.com Sanihelp.it - Sono quasi 100 mila i bambini già colpiti dall’influenza nell’ultima settimana dell’anno, ma il picco è atteso a partire dai giorni successivi all’Epifania. Dei circa 450.000 italiani a letto durante le feste di Natale e Capodanno, oltre il 20% è rappresentato da bambini sotto i 5 anni di età. Negli ultimi giorni del 2013 si è registrato un incremento dei casi proprio tra i più piccoli, con una incidenza di 4 casi su 1.000, a fronte del dato generale pari a 1,5 casi su 1.000. Isolato all’inizio di dicembre 2013, il virus più comune della stagione influenzale in corso è l’AH3N2, compreso nel vaccino di quest'anno. 
 
«La vaccinazione è fondamentale per le categorie a rischio, come i bambini affetti da determinate patologie - spiegano gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma - Solo vaccinandosi si può contribuire a ridurre il numero di casi, di ospedalizzazioni e di morti premature. I vaccini antinfluenzali sono considerati sicuri poiché vengono sottoposti a controlli di qualità predefiniti a livello internazionale».
 
La vaccinazione dovrebbe essere effettuata ogni anno, a partire da metà ottobre. La protezione ottimale si raggiunge 10-14 giorni dopo la vaccinazione. Per gli adulti è sufficiente una sola dose. I virus influenzali si modificano a ogni stagione e per questo motivo ogni anno viene formulato un nuovo vaccino. 
 
Tutti corrono il rischio di contrarre il virus dell’influenza, ma alcune categorie sono più vulnerabili di altre, in particolre gli anziani, le persone con malattie croniche come asma e altre patologie respiratorie, diabete, malattie cardiovascolari, renali, epatiche, metaboliche e tumori.«Tutti coloro che hanno un figlio con una malattia come le cardiopatie, le pneumopatie, il diabete, la fibrosi cistica vaccinino il proprio figlio per evitare la possibilità che contragga l’influenza – raccomanda il dottor Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive del Bambino Gesù – Per i bambini in buona salute è sufficiente fronteggiare i sintomi avvalendosi del consiglio del pediatra, somministrare farmaci per la febbre e tenere le vie respiratorie il più libere possibile».
 
Una persona infetta può trasmettere il virus molto facilmente prima ancora che appaiano i sintomi, con un colpo di tosse, uno starnuto o una stretta di mano. Vaccinandosi si proteggono i familiari, i colleghi e i malati, specialmente quelli a maggior rischio di sviluppare complicanze.
 
È importante consultare il medico in caso di sintomi importanti o che persistono oltre i 5 giorni. Si è contagiosi dal momento in cui si contrae il virus fino a 5-7 giorni dalla scomparsa dei sintomi. Per limitare il contagio è utile lavare spesso le mani, coprire la bocca in caso di tosse e/o starnuti, usare fazzoletti di carta usa e getta, usare mascherine se esposti a contatto con altre persone non malate. 
 
L’esperto del Bambino Gesù suggerisce di approfittare delle 24-48 ore in casa post influenza per dormire un po’ di più al mattino e per dedicare tempo ai 4 pasti giornalieri, favorendo l'assunzione di frutta e di verdure fresche. «Qualora il clima lo dovesse consentire – spiega il dottor Villani - approfittarne per uscire per una breve passeggiata. Dopo 4-5 giorni si potranno riprendere le normali attività, comprese quelle sportive nel caso di bambini più grandi. Potrà inoltre essere utile somministrare un multivitaminico per qualche giorno o anche la sola vitamina C». 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

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