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Team tutto italiano scopre cellula inattaccabile da tumore

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Pubblicato il: 09-01-2014
Sanihelp.it - Le cellule dendritiche sono cellule appartenenti al sistema immunitario che hanno la funzione di individuare e riconoscere l’antigene (cioè qualsiasi tipo di sostanza che l’organismo riconosce come estranea o potenzialmente pericolosa), indicandolo quindi ai linfociti T e B, responsabili della sua eliminazione.

In condizioni normali infatti, le cellule dendritiche sono deputate alla cattura di eventuali antigeni e al loro trasporto nei linfonodi, ovvero nelle stazioni di deposito dove la linfa proveniente dai vasi linfatici circostanti, viene filtrata e depurata dagli eventuali antigeni grazie all’attività dei linfociti.

Anche quando insorge un tumore, queste particolari cellule hanno il compito di favorire il riconoscimento e l'eliminazione delle cellule tumorali, compito che avviene principalmente nel linfonodo più prossimo alla massa tumorale.

La collaborazione di due gruppi di studiosi delle università di Verona e Brescia, ha portato all'identificazione di una particolare sottocategoria delle cellule dendritiche denominate slanDc, cellule in grado di giocare un ruolo chiave nell’attivazione della risposta immunitaria che l’organismo scatena contro le cellule tumorali.

Grazie allo studio effettuato infatti, i ricercatori hanno scoperto come queste cellule non siano presenti nella sede primaria del tumore (dove la malattia ha origine) ma siano localizzate esclusivamente all’interno dei linfonodi metastatizzati, cioè all’interno dei linfonodi invasi dalle cellule maligne provenienti dal tumore d'origine.

La scoperta inattesa è arrivata a seguito dell’analisi di centinaia di campioni clinici che ha portato i due team di ricerca a dimostrare come la particolare collocazione delle cellule Dc, permetta a queste cellule di intrattenere uno stretto contatto sia con le cellule tumorali che hanno invaso il linfonodo, sia coi linfociti T, le cellule responsabili della risposta immunitaria già presenti nel linfonodo.

«Questo è solo l'inizio di una storia, l'osservazione delle nuove cellule andrà ora consolidata e indagata nei suoi meccanismi fondamentali – spiega William Vermi, ricercatore del Dipartimento di Medicina molecolare e traslazionale dell'Università degli Studi di Brescia – Ora che le abbiamo identificate, queste nuove cellule vanno studiate a fondo, per capire come si organizzano nei linfonodi, che sono il posto giusto per regolare la risposta immunitaria».

E non solo: i risultati dello studio, pubblicati proprio ieri sulla rivista Nature Communications, hanno inoltre dimostrato che la popolazione delle slanDc rimane numericamente e funzionalmente intatta, a differenza di quanto succede ad altre cellule dendritiche che invece perdono le loro principali funzioni a causa della presenza del tumore.

«Da ormai due decenni si è consolidata la consapevolezza che il nostro sistema immunitario è in grado di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali: quando una persona si ammala effettivamente di tumore vuol dire che il suo sistema immunitario ha fallito – continua il dottor Vermi – Da adesso in poi si potrà lavorare su due filoni di ricerca, da un lato stimolando la risposta immunitaria di queste cellule per contrastare la diffusione delle cellule tumorali, dall'altro utilizzando le cellule slanDc come dei vettori, ovvero 'caricandole' con farmaci antitumorali come si realizza già in altri modelli».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Nature Communications, Univrmagazine

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