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Ecco il primo pacemaker al mondo senza elettrocateteri

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Pubblicato il: 22-01-2014
Sanihelp.it - Dall’inizio di dicembre 2013 a oggi in Italia sono stati impiantati i primi pacemaker Nanostim, unici al mondo senza elettrocateteri che hanno ottenuto il marchio CE.

I portatori di pacemaker nel mondo sono circa 4 milioni, in Italia circa 700.000. Ogni anno in Italia vengono impiantati circa 60.000 nuovi pacemaker, circa 700.000 nel mondo. Il pacemaker è l’unica soluzione per alcuni dei più importanti disturbi di conduzione cardiaca che, se non curati, comportano sintomi che limitano enormemente la vita quotidiana del malato.
 
I pacemaker cardiaci vengono impiegati per il trattamento della bradicardia, ossia un battito cardiaco eccessivamente lento. Tali dispositivi monitorano la funzionalità cardiaca e trasmettono impulsi elettrici quando il battito cardiaco rallenta eccessivamente in base ai requisiti fisiologici di ciascun individuo.
 
Diversamente dai pacemaker tradizionali, il cui impianto richiede un intervento chirurgico invasivo, Nanostim viene impiantato direttamente nel cuore tramite una procedura meno invasiva. Il dispositivo viene posizionato mediante un catetere manovrabile attraverso la vena femorale.

Nanostim è stato progettato in modo tale da essere completamente recuperabile; si può riposizionarlo rapidamente durante la procedura d’impianto e recuperarlo successivamente se necessario, come per esempio per la sostituzione della batteria.
 
Nanostim è talmente piccolo che viene impiantato interamente all’interno del cuore, a differenza del pacemaker convenzionale, 10 volte più grande, che necessita invece di una tasca ricavata all’altezza della spalla e di un catetere che porta l’impulso elettrico fino all’interno del cuore. Questo comporta una procedura con meno rischi di infezione per il malato ed elimina i problemi legati all’usura e alla rottura degli elettrocateteri.
 
Inoltre implica sia una riduzione dei tempi di impianto e dei rischi connessi, sia un beneficio cosmetico grazie alla totale assenza di cicatrici o rigonfiamenti della cute.
 
I risultati preliminari derivati da un studio multicentrico hanno dimostrato che le prestazioni sono comparabili a quelle dei pacemaker tradizionali. La durata media totale della procedura d’impianto è risultata pari a soli 28 minuti. Nonostante il formato miniaturizzato, la batteria del dispositivo ha una vita utile attesa di più di 9 anni a una stimolazione del 100% o di più di 13 anni a una stimolazione del 50%. 
 
I primi pazienti italiani, una decina circa, che hanno potuto utilizzare questi nuovi pacemaker sono ritornati alle loro abituali attività, con un sostanziale miglioramento della qualità di vita. 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
St Jude Medical

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