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Sesso e italiani: disturbi per un uomo su quattro

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Pubblicato il: 22-01-2014
Sanihelp.it - In Italia, un uomo su quattro è affetto da eiaculazione precoce, quasi tre milioni soffrono di disfunzione erettile e una donna su due ha una qualche forma di disturbo legato alla sfera sessuale.

Sono questi i dati emersi nel corso del convegno La Medicina della Sessualità come paradigma del Benessere Globale, tenutosi ieri a Roma presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati.

Secondo i rappresentanti del mondo medico, scientifico e istituzionale intervenuti nel corso dell’incontro, la causa di questi disturbi sarebbe da individuare essenzialmente in uno stile di vita insalubre, dove alimentazione sbagliata, droghe, fumo e ansia da prestazione giocano un ruolo fondamentale nel compromettere il corretto funzionamento degli organi sessuali. E non solo in adulti e anziani.

Nel corso del convegno infatti è stato presentato un altro dato sconcertante: negli ultimi sei mesi, un giovane (di età compresa tra 18 e 30 anni) su venti ha avuto a che fare con almeno un episodio di disfunzione erettile.

Il dubbio quindi sorge lecito: può questo esercito di sofferenti continuare ad essere curato da una sessuologia da salotto o dai consigli degli amici?

Evidentemente no, soprattutto a causa della dubbia provenienza delle fonti informative da cui attingono siti Internet e passaparola.

«Il fatto di aver portato all’interno di una prospettiva scientifica discipline come la sessuologia – spiega Andrea Lenzi, Presidente del Consiglio universitario nazionale – ha fatto sì che da una fase in cui si parlava e si discuteva di questi argomenti senza poi aver effettivamente delle armi terapeutiche in mano, si è arrivati a una conoscenza molecolare, ormonale, recettoriale tale che ci ha consentito di avere a disposizione dei farmaci come in tutte le altre patologie della specie umana».

Per più di dieci anni infatti queste patologie sono state sottostimate e valutate esclusivamente a livello psicologico, una prospettiva forse troppo limitante: solo negli ultimi anni si è fatta strada una nuova concezione di salute sessuale, che ha permesso al mondo scientifico di valutare questi disturbi anche da un punto di vista medico.

Questa nuova sessuologia medica permette infatti non solo di considerare il vissuto relazionale e psicologico del paziente, ma anche capace di riconoscere gli aspetti biologici del disturbo e proporre le terapie farmacologiche e chirurgiche più idonee.

«Si apre il capitolo della sessuologia medica», sottolinea il professor Emmanuele Jannini, presidente eletto della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità, secondo il quale peraltro questa nuova disciplina ha già contribuito a proporre delle soluzioni efficaci per la cura dell’eiaculazione precoce.

«Questo disturbo che prima era ritenuto solamente un sintomo di tipo psico-relazionale – prosegue il professor Jannini – è diventato un sintomo anche di tipo medico. Il medico ha quindi nella sua faretra una freccia nuova, una nuova medicina che si chiama dapoxetina in grado di centrare il bersaglio della necessità di serotonina del paziente con eiaculazione precoce. Aumentando i livelli di serotonina infatti aumenta il controllo sull’eiaculazione e diminuisce lo stress legato a questa condizione patologica».

Ma per abbracciare questa nuova prospettiva, è necessario intraprendere un programma per un’adeguata formazione anche dei medici, primo punto di riferimento dei pazienti, per arrivare quindi a curare le sofferenze sessuali della coppia attingendo non solo dalla psicologia e dalla sessuologia, ma anche dai preziosi strumenti forniti dalla medicina. 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
La Medicina della Sessualità come paradigma del Benessere Globale

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