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L'allarme della SIPPS

Internet-dipendenza: adolescenti a rischio

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Pubblicato il: 28-01-2014

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale lancia l'allarme retomania, una nuova dipendenza a carico degli adolescenti che preferiscno Internet e social network a sport e attività all'aria aperta.

Internet-dipendenza: adolescenti a rischio © Photos.com Sanihelp.it - Nei mesi invernali bambini e ragazzi trascorrono meno tempo all’aria aperta e quando sono in casa impegnano gran parte del proprio pomeriggio davanti alla televisione, al computer o con il telefonino o il tablet in mano. Internet offre lo spunto alle giovani generazioni per nuove opportunità di gioco e svago e la comunicazione virtuale prende spesso il posto dello sport e delle attività all’aria aperta. La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) lancia l’allarme retomania, una nuova forma di dipendenza, la cosiddetta internet-dipendenza o anche Internet Addiction Disorder (I.A.D.). 

Come spiega il dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS: «Sono almeno tre i fattori che scatenano la retomania: le psicopatologie predisponenti, i comportamenti a rischio e le potenzialità psicopatologiche proprie della Rete. Nelle psicopatologie predisponenti, Internet rappresenta un vero e proprio rifugio per quanti hanno già una stabilità emotiva precaria, soffrono di depressione, disturbi bipolari o ossessivi-compulsivi. La Rete diventa, di fatto, il luogo in cui ricercare amici o relazioni sentimentali e che consente il superamento delle relazioni della vita reale. Per comportamento a rischio si parla, ovviamente, di un abuso delle informazioni disponibili in Rete, con intere giornate passate davanti allo schermo di un pc, trascurando la vita reale. Tutto questo si somma alle potenzialità psicopatologiche della Rete: dalla capacità di indurre sensazioni  di onnipotenza (vincere le distanze e il tempo) fino ad arrivare al cambiamento della personalità e dell’identità. Nel mondo di internet lo spazio non esiste più e la Rete permette a tutti di realizzare quello che nella vita reale non è possibile fare. Nelle chat le frontiere non hanno più confini ed è possibile parlare tra gruppi numerosi in stanze che la realtà difficilmente rende disponibili. È comunque un mondo irreale, dove è possibile modificare l'età, la professione e perfino il sesso: si tratta di una vera e propria recita in questo enorme teatro on-line». «Esiste un concreto pericolo - continua il dottor Di Mauro - che l'abuso di internet per comunicare crei confusione tra vita reale e vita virtuale. Basti pensare a quanto emerso da Pronti, Partenza, Via!, progetto per la pratica motoria e l’educazione alimentare di bambini e adolescenti promosso da Save the Children e Mondelēz International Foundation e in partnership con Centro Sportivo Italiano (CSI) e Unione Italiana Sport Per tutti (UISP). La ricerca, che coinvolge bambini e genitori, sottolinea, tra l’altro, come 1 minore su 4 non faccia moto e sport nel tempo libero, nel 28% dei casi (+13%) per difficoltà economiche; 4 ragazzi su 10 si muovono in auto, pochi (24%) a piedi, ancora meno (9%) in bici; il 73% sta in casa nel tempo libero». 

Altri studi mostrano inoltre come la Dipendenza da Internet tra gli adolescenti sia un grave problema di salute pubblica in tutto il mondo. Per esempio, da uno studio condotto negli Stati Uniti emerge una prevalenza dell’1,0%, mentre da una ricerca condotta in Europa emerge una prevalenza del 9,0% e da studi condotti in Asia i dati variano dal 2,0% al 18,0%. «Non c’è dubbio che la dipendenza da internet sia diventata un problema di salute pubblica grave in tutto il mondo, soprattutto tra gli adolescenti. La I.A.D. può determinare una serie di conseguenze sociali e sanitarie negative: dal basso rendimento scolastico allo scarso rapporto con la propria persona, fino all’ansia e alla depressione. Il compito di noi pediatri è dunque quello di proteggere i ragazzi dai pericoli e dall’abuso della rete. Ma in pericolo ci sono anche gli adulti, che a causa del troppo tempo passato a navigare trascurano le relazioni sociali e il lavoro e modificano in modo dannoso il sonno e le proprie abitudini alimentari», aggiunge il Dottor Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e componente SIPPS.

Salari consiglia inoltre di «limitare a una/due ore la quantità di tempo trascorso quotidianamente on line; integrare le attività in Rete con quelle reali simili come acquisti, svaghi o relazioni sociali; mai sostituire la socializzazione reale a quella virtuale; chiedere un aiuto competente qualora si avvertisse una necessità incontrollabile di collegarsi al web».
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa SIPPS

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