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Uno studio dell'Università di Pisa

Disturbi bipolari e obesità: c'è un legame

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Pubblicato il: 04-02-2014

Secondo uno studio italiano ci sarebbe un collegamento fra l'obesità e i disturbi bipolari. Il disturbo bipolare è infatti risultato più frequente tra gli obesi.

Disturbi bipolari e obesità: c'è un legame © Photos.com Sanihelp.it - Secondo uno studio condotto dal Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa ci sarebbe un collegamento specifico fra l’obesità e i disturbi bipolari. La ricerca, a cura di Giulia Vannucchi, Cristina Toni, Icro Maremmani e Giulio Perugi, è stata pubblicata sulla rivista internazionale Journal of Affective Disorder.
 
I ricercatori hanno coinvolto un campione nazionale composto da 571 soggetti seguiti in regime ambulatoriale per un episodio depressivo maggiore. L’obesità era definita, in linea con la letteratura scientifica attuale, sulla base di un indice di massa corporea (Body Mass Index o BMI) superiore a 30, calcolato come peso in Kg diviso per il quadrato dell’altezza espresso in metri (Kg/h2).
 
«I nostri risultati – ha spiegato Giulio Perugi - hanno consentito di evidenziare non solo come la presenza di disturbi dell’umore sia associata a un incremento del rischio di obesità, ma soprattutto che c’è un legame specifico tra incremento del BMI e i disturbi dello spettro bipolare».Il disturbo bipolare è infatti risultato più frequente fra gli obesi (31.4% rispetto al 19.0%dei non obesi) ed è inoltre emerso che la presenza di bipolarità era correlata con il grado di obesità: i pazienti con un BMI tra 30 e 35 avevano infatti una prevalenza di disturbo bipolare del 27.4%, in confronto al 41.7% dei soggetti con un BMI maggiore di 35.
 
«Mostrando come l’obesità sia associata a disturbi dello spettro bipolare i dati della nostra ricerca sono in linea con l’ipotesi secondo cui in molti casi l’obesità potrebbe essere il risultato di comportamenti di abuso, una vera e propria forma di addiction. Uno screening sistematico per il rilievo di sintomi ipomaniacali (anche attenuati) e di comportamenti di abuso verso il cibo, specialmente in alcune fasi come l’adolescenza, potrebbe avere un effetto preventivo sull’insorgenza di alcune forme di obesità al pari di quanto si verifica per lo sviluppo di alcune forme tossicodipendenza», ha concluso Giulio Perugi.
 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa UniversitÓ di Pisa

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