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Vuoi correre? Parti dalla respirazione

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Pubblicato il: 05-02-2014

Secondo gli esperti, per scegliere l'allenamento corretto, risulterebbe utile concentrare l'attenzione sulla respirazione. Scopriamo insieme perché.

Vuoi correre? Parti dalla respirazione © Photos.com Sanihelp.it - Ognuno di noi ha sperimentato almeno una volta su se stesso quella sensazione di affanno quando, all’inizio di una corsa, tentava di superare la velocità più consona alle proprie capacità. La frequenza dei respiri diventava più elevata fino a rendere impossibile il proferir parola.

Questo perché tanto più i muscoli sono impegnati (e non allenati ad uno sforzo), quanto più è elevata la concentrazione di anidride carbonica nel sangue, la cui presenza porta ad una ventilazione più importante. La fase di espirazione si fa più breve, mentre la quantità di aria inspirata ed espirata al minuto diventa maggiore. Se invece nei muscoli si forma pochissimo acido lattico (condizione che si verifica quando il livello di allenamento è in linea con lo sforzo che si sta affrontando), il respiro è più tranquillo perché la quantità di anidride carbonica è bassa.

Fulvio Massini, training consultant e autore del libro Andiamo a correre (Rizzoli Editore), è stato il primo allenatore ad indicare la respirazione come strumento di valutazione e programmazione del corretto allenamento individuale. L’esperto individua tre diverse situazioni:

- la corsa con la respirazione facile (RF) durante la quale è possibile correre parlando, senza alcun tipo di difficoltà;
- la corsa con respirazione leggermente impegnata (RLI) durante la quale il respiro è un po’ affannoso, ma è comunque possibile chiacchierare anche se con qualche difficoltà. Questa modalità è da evitare se si è agli esordi, mentre diventa un utile strumento di allenamento nel caso si riesca a correre già per un’ora di seguito e si desideri migliorare le prestazioni;
- la corsa con respirazione impegnata (RI) durante la quale il respiro è frequente e affannoso a causa della velocità troppo elevata rispetto al grado di preparazione  oppure perchè si sta correndo in salita. Si tratta di una condizione da evitare assolutamente all’inizio, e che potrà essere affrontata solo quando l’organismo si sarà adattato allo sforzo.

Il rapporto tra respirazione e impegno dell’organismo è quindi significativo e utile per valutare la propria condizione fisica ed il grado di preparazione, un mezzo di valutazione interessante soprattutto quando non si possiede un cardiofrequenzimetro.
 
  
 
 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
"Andiamo a correre" di Fulvio Massini (Rizzoli) "Voglio Correre" di Enrico Arcelli (Sperling & Kupfer)

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