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Dobermann annusa un cancro al seno e salva la padrona

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Pubblicato il: 13-02-2014
Sanihelp.it - Si dice che il cane sia il miglior amico dell'uomo: i cuccioli, che si contende lo scettro di amico domestico preferito col gatto, col suo comportamento giocoso riesce a dare profondo affetto ai suoi padroni, diventando in poco tempo una parte essenziale del nucleo famigliare. Conosciuto in particolare per la sua proverbiale fedeltà, in realtà il cane possiede una dote che li rende ancor più speciali, una dote legata al loro imprinting, alla loro natura di cacciatori: è l'olfatto. Il suo naso infatti, umido e buffo, conosciuto anche come tartufo, è capace di distinguere anche una singola molecola di una sostanza in mezzo a milioni di altre.

Per questo i cani vengono in tutto e per tutto assunti, in senso lavorativo, dagli uomini, che sfruttano le loro doti eccezionali per l'investigazione e la ricerca: dopo un periodo di necessario addestramento, questi animali vengono impiegati per ritrovare altri cuccioli o esseri umani dispersi, quando non tartufi, ghiotta specialità gastronomica. Ci sono anche cani poliziotto, che captano col loro senso sviluppatissimo sostanze stupefacenti nascoste addosso a spacciatori e narcotrafficanti; o addirittura fiutano mine ed esplosivi, e dalla cui bravura dipende la vita di tante persone.

Ultimamente è stato scoperto un nuovo modo di mettere il preciso olfatto dei cani a servizio degli esseri umani: ed è l'ambito medico. Alcuni di questi animali vengono infatti addestrati per fiutare l'eventuale presenza, all'interno dell'organismo, di cellule neoplastiche, che producono sostanze che possiedono un determinato odore facilmente rintracciabile dal loro tartufo. Gli esperti arrivano ad affermare che l'attendibilità di questi speciali amici a quattro zampe supera il 90%, soprattutto nei casi di tumori allo stadio iniziale: per questo in Gran Bretagna si stanno addestrando i cani a questo scopo, con esiti sempre più precisi e risultati tenuti sempre in maggiore considerazione dalla comunità scientifica.

Per i più scettici a riguardo sarà d'esempio la storia di Diane Papazian, americana di 57 anni padrona di un cane, il dobermann Troy. La donna ha raccontato in questi giorni al Daily Mail proprio come debba la vita al suo amico peloso, il cui comportamento anomalo l'ha indotta a scoprire di avere una neoplasia aggressiva ed in stadio avanzato. Troy, infatti, continuava a strofinarsi con insistenza al suo fianco sinistro: un atteggiamento che andava ben al di là d'una affettuosa smania di coccole. Lo sfregare del suo pelo, tra l'altro, produceva un senso di prurito alla padrona: che, grattandosi, ha rilevato la presenza di un nodulo. Insospettita, Diane ha voluto sottoporsi ad esami più approfonditi, nonostante neanche sei mesi prima avesse già compiuto una mammografia con esiti negativi: cosa che di fatto ha contribuito a salvarle la vita, visto che i test hanno scoperto la presenza del tumore al seno. Il cammino verso la guarigione è stato lungo e tortuoso per l'americana, che ha dovuto sottoporsi ad una doppia mastectomia, ed al conseguente ciclo di chemioterapia. Ma oggi il cancro è sparito, e Diane può finalmente raccontare la sua storia a lieto fine. Una storia d'amore e d'amicizia, come tante tra cani e uomini: cronaca che tra l'altro riabilita l'immagine dei dobermann, spesso ingiustamente accusati di eccessiva aggressività e di comportare un pericolo nei confronti delle persone. 


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Daily Mail

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