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Speciale Uva e Vino

Sommersi dal Novello: un fiume di vivacità

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Pubblicato il: 16-11-2004

Un' insolita alluvione sta sconvolgendo l'Italia. Milioni di bottiglie di novello stanno allagando ristoranti, bar ed enoteche. Catastrofi scongiurate dagli appassionati.

Sanihelp.it - C’è chi dice che non è un vino e dubita della sua qualità, c’è chi invece beve solo quello e non vede l’ora di novembre per assaporare gli aromi della nuova vendemmia. Al di la dei giudizi personali, denigratori, appassionati e intenditori saranno d'accordo sul fatto che il successo del novello è sempre più ampio, anno dopo anno.

Ma come fa ad essere così particolare e perché lo troviamo in vendita così presto? Sanihelp.it ha parlato con Sandro Nalli, consulente enologo di Winemaking.

Come si produce il novello?
«Si utilizza il metodo della macerazione carbonica, saltando la classica fase di pigiatura. L’uva viene messa intera in un ambiente saturo di anidride carbonica. In questo modo, in assenza di aria, gli acini subiscono un processo metabolico che produce un rilascio parziale delle sostanze in essi contenute. Dopo tale procedimento l'uva viene pigiata e messa a fermentare normalmente. Il risultato è un tipo di vino leggero, meno ricco in costituenti delle parti solide dell'uva che sono quelle sostanze che formano la struttura di un vino prodotto con una macerazione tradizionale».

I novelli si distinguono per il colore rosso vivace ma soprattutto per il loro corredo aromatico molto particolare e specifico.
«Si, hanno un fruttato dominante con note di kirsch, ciliegia, prugna e altri frutti col nocciolo. Un altra caratteristica dei novelli è la vivacità percepita all’assaggio, che deriva da residui di anidride carbonica».

Quindi il novello si può bere subito grazie a un diverso metodo di produzione?
«Certo, ma soprattutto perché è un vino rosso che ha una struttura tannica modesta e un corredo aromatico fruttato».

Ma siamo sicuri che non vengono utilizzate sostanze chimiche o qualche trucchetto poco simpatico?
«Possiamo stare tranquilli, è un procedimento naturale, certo non è spontaneo perché eliminare l'ossigeno dall'ambiente in cui si trova l'uva spinge le reazioni chimiche in una determinata direzione, ma in nessuna fase del processo sono utilizzate sostanze chimiche diverse da quelle che compaiono naturalmente in una vinificazione».


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Redazione Sanihelp.it

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