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Epicondilite: cause e rimedi

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Pubblicato il: 25-02-2014

Questa patologia, detta anche gomito del tennista, colpisce spesso anche soggetti che non praticano tale attività, ed è sempre più diffusa tra le persone che utilizzano il computer.

Epicondilite: cause e rimedi © Photos.com Sanihelp.it - Le statistiche confermano che sono sempre più numerose le persone che soffrono di epicondilite. Ad esserne colpiti sono soprattutto coloro che svolgono un lavoro che richiede movimenti repentini di flesso estensione del polso o delle dita, come ad esempio potare una siepe, avvitare un bullone oppure utilizzare per diverse ore di fila mouse e tastiera.
 
L’epicondilite può rendere molto dolorosi semplici gesti come quello di versarsi l’acqua da una bottiglietta, salutare stringendo la mano, portare le borse della spesa e aprire una porta. «Più che di un’infiammazione, si tratta di una degenerazione dei tendini estensori del polso e delle dita della mano che si inseriscono sull’epicondilo dell’omero. Il dolore è percepito sulla parte laterale del gomito dove si inseriscono tali tendini. Esso è provocato dalla presenza di tessuto di granulazione e quindi una degenerazione delle fibre tendinee e questo è il motivo per cui il disturbo tende a protrarsi nel tempo e i farmaci antiinfiammatori hanno scarso risultato» spiega il professor Andrea Miti, Direttore del reparto di ortopedia e traumatologia dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre (VE).
 
Cosa è possibile fare allora per prevenire e/o alleviare il disturbo? Ecco i 7 consigli d’oro che lo specialista ha messo a punto proprio per i lettori di Sanihelp.it:

1) effettuare un’attività fisica che mantenga l’articolazione in esercizio senza sforzarla eccessivamente soprattutto "a freddo";
2) correggere gli errori di tecnica nello sport preferito, scaldando preventivamente la muscolatura dell’arto superiore, eseguendo esercizi di stretching moderato e cercando di rilasciare la muscolatura dopo ogni esercizio;
3) evitare l’eccessivo stress sul lavoro causato da movimenti ripetuti alternando l’uso delle braccia e facendole riposare alternativamente;
4) eseguire degli esercizi di rinforzo progressivo e di stretching dei muscoli dell’avambraccio, flessori ed estensori del polso e della mano
5) eseguire dei corretti esercizi di mobilizzazione del gomito;
6) evitare irritazioni e traumi anche modesti proteggendo l’articolazione sul luogo di lavoro soprattutto con delle gomitiere, se si è costretti a lavorare in spazi ristretti, dove è più facile urtare il gomito contro strutture rigide, evitando in tal modo anche le possibili recidive;
7) iniziare o riprendere attività sportive progressivamente dando modo alla muscolatura di adattarsi lentamente, soprattutto anche per evitare recidive.
 


 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Orthopedika Journal

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