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Esperimento di mantenimento

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Pubblicato il: 22-11-2004

Una volta raggiunto il peso stabilito, pensavo che mantenerlo fosse un gioco da ragazzi. Invece un semplice esperimento mi dimostrerà il contrario... oppure no?

Sanihelp.it - Quando ho iniziato la dieta, il mantenimento era l’ultimo dei miei problemi.
Poi, giovedì, con una semplice domanda il dietologo mi ha aperto gli occhi: «se io ti dicessi semplicemente che ora devi rimanere così, tu cosa faresti?».
In un attimo ho capito dove voleva arrivare.

Sapendo di dover “solo” mantenere il mio peso, senza nessun controllo, il rischio che corro è quello di diminuire progressivamente l’attenzione verso il cibo, di concedermi man mano sempre più sfizi, fino a tornare al peso di prima.
Non sia mai! La mia espressione angosciata deve aver convinto il medico a continuare il discorso.

La personalizzazione del programma alimentare iniziale va benissimo, mi ha spiegato, a patto che questo succeda con un buon grado di consapevolezza e non solo per abitudine consolidata.
In particolare è importante, di tanto in tanto, cercare di ricalibrare l’occhio, rendendosi conto di eventuali errori di valutazione.
Ma come si fa? Presto detto.

Il dietologo mi ha munito di una griglia da compilare tutti i giorni per due settimane.
La prima settimana, che inizia oggi, serve per prendere coscienza della propria alimentazione: devo mangiare quello che, dopo 9 settimane di dieta, ritengo più corretto, ma senza seguire indicazioni precise, indicando quantità e grado di soddisfazione dei cibi e calcolando alla fine di ogni giorno e della settimana le calorie assunte.

Durante la seconda settimana, invece, dovrò fare lo stesso lavoro ma seguendo alla lettera le indicazioni della dieta. Questo serve non tanto per reimpostare il modo di alimentarsi, quanto nel tentativo di chiarire le differenze tra il modo di alimentarsi originale e quello modificato.

Alla fine delle due settimane faremo insieme un confronto tra i diversi giorni della settimana e tra i giorni delle due settimane, giorno per giorno, cercando di cogliere questi aspetti:

  1. differenza calorica tra i vari giorni della stessa settimana. Serve per chiarire quali sono i giorni di maggiore ingrasso, e quali gli alimenti colpevoli.

  2. comparazione tra il grado di soddisfazione di un piatto e la sua resa calorica. Si potrebbe scoprire che certe bombe caloriche non sono poi così insostituibili…

  3. comparazione tra la prima e la seconda settimana, mettendo in risalto le differenze, soprattutto per quel che riguarda le quantità. Senza bilancia, infatti, è molto più facile avere gli occhi più grandi della bocca, e servire le porzioni in base alle esigenze della fame piuttosto che alle reali necessità. Così ci si ritrova ad aver mangiato per 8 giorni anziché per 7.

  4. valutazione dei fuori programma, dal biscotto al cioccolatino, che sembrano insignificanti e invece fanno lievitare il totale delle calorie.


L’esperimento mi piace, e sicuramente dopo prenderò la dieta di mantenimento molto più seriamente. Intanto in redazione non sono più la sola persona a dieta: si è aggiunto anche il direttore! Prossimamente troverete anche lui nel forum... Voi cosa aspettate?


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