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Nutrizione e infiammazione

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Pubblicato il: 28-02-2014

La Ricerca afferma che a causare lo sviluppo di numerose patologie croniche che colpiscono oggi la popolazione mondiale sarebbe l'infiammazione cellulare. Il professor Barry Sears ci spiega cos'è e come contrastarla.

Nutrizione e infiammazione © Photos.com Sanihelp.it - Tra i relatori presenti al congresso Science in Nutrition 2014 che si terrà a Milano nei giorni 14 e 15 marzo ci sarà anche il professor Barry Sears, biochimico americano e massimo esperto di controllo ormonale attraverso il cibo. Sears è anche l’autore di diversi libri dedicati al tema dell’alimentazione antinfiammatoria (l’ultimo intitolato La Zona del futuro e scritto a quattro mani con la nutrizionista Daniel Morandi - editore Sperling & Kupfer) che egli indica come l’arma vincente per prevenire e contrastare le patologie croniche che causano oggi numerosi morti e costringono milioni di persone a vivere in condizioni di disagio, e per ritardare l’invecchiamento.

Ma da cosa è causata l’infiammazione cellulare e come possiamo spegnerla? «L’infiammazione cellulare è causata da un disequilibrio tra acidi grassi omega-6 (precursori dell’acido arachidonico - AA) e acidi grassi omega-3 (l’acido eicosapentaenoico - EPA)» spiega Sears. «Entrambi devono essere assunti attraverso il cibo poiché il corpo umano non è in grado di sintetizzarli. Il controllo del grado di infiammazione cellulare dipende dall’equilibrio tra AA ed EPA, che possono essere convertiti direttamente in eicosanoidi, cioè ormoni che, fra le altre funzioni, hanno anche quella di controllare  l’infiammazione. Da qui l’importanza di una corretta alimentazione, mediante la quale è possibile modulare la produzione di questi due acidi grassi, che devono essere entrambi presenti nel nostro organismo, ma in un rapporto né troppo alto né troppo basso (il rapporto ideale AA/EPA è di 1:3)».
 
Continua il professore: «Tale rapporto è raggiungibile e può essere mantenuto nel tempo solo riducendo l’apporto di omega-6, che sono contenuti soprattutto negli oli vegetali (mais, soia, girasole e cartamo) e rappresentano oggi la forma di calorie più a buon mercato sulla faccia della Terra, e degli ormoni (insulina) che stimolano la loro trasformazione in acido arachidonico. Allo stesso tempo è necessario aumentare i livelli di omega-3 (contenuti soprattutto nel pesce e negli integratori purificati e concentrati) e di polifenoli. Proprio come insegna la Zona. Se non si interviene per tempo, il rischio è quello di sviluppare le malattie croniche - che non sono altro che la conseguenza di uno scombussolamento della rete di segnalazione ormonale in tutto il corpo -, invecchiare precocemente e aumentare di peso».

In che cosa consiste la dieta Zona? «La Zona è una strategia alimentare che permette di mantenere un equilibrio fra proteine e carico glicemico dei carboidrati ad ogni pasto e spuntino» spiega Sears. «Ciò è utile per tenere sotto controllo la produzione di insulina e spegnere/ prevenire l’infiammazione cellulare. Alla base della Zona ci sono quattro regole fondamentali: rispettare il rapporto 40 30 30 tra carboidrati, proteine e grassi ad ogni pasto e spuntino, consumare ogni giorno tre pasti principali e due spuntini in modo da non rimanere mai a digiuno per più di 5 ore, consumare quotidianamente alimenti ricchi di polifenoli (assumendo anche la porzione consigliata di delfinidine del maqui) e di acidi grassi essenziali omega-3 (contenuti soprattutto nel pesce e negli integratori purificati e concentrati), praticare una moderata attività fisica utile, anche per ridurre lo stress».
 
Per approfondire la tue conoscenze sulla dieta Zona visita la sezione dedicata al link: http://www.sanihelp.it/dieta/zona/

 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
prof. Barry Sears - Biochimico americano, Presidente dell'Inflammation Research Foundation

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