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Bambina guarita dall'HIV: forse vicini a cura risolutiva?

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Pubblicato il: 06-03-2014
Bambina guarita dall'HIV: forse vicini a cura risolutiva? © Photos.com Sanihelp.it - Una bambina sottoposta a trattamento per la cura dell’HIV sin dal giorno della sua nascita, a distanza di un anno non risulta più avere il virus nel sangue. 

Un caso questo, che alimenta ulteriormente le speranze relative al trattamento precoce dell’HIV, e che segue un episodio analogo in cui una bambina del Mississippi nata da madre sieropositiva, dopo 21 mesi di trattamento, non conserva più nel suo corpo alcuna traccia del virus dell’HIV.

Entrambi i casi sono stati presentati e discussi nel corso della Conferenza Annuale sui Retrovirus e sulle Infezioni Opportunistiche (CROI) tenutosi a Boston tra il 3 e il 6 marzo, evento che ha coinvolto centinaia di scienziati e di medici di fama internazionale impegnati ad illustrare e discutere le ultime scoperte epidemiologiche e biologiche relative ai retrovirus umani.

Quest’ultimo caso riguarda in particolare una bambina di Los Angeles nata da madre infetta da HIV che, non essendosi sottoposta a terapia farmacologica, risultava essere altamente soggetta al rischio di trasmissione della malattia alla bambina che portava in grembo.

«La dottoressa Audra Deveikis, specialista in malattie infettive pediatriche presso il Miller Children Hospital di Long Beach, dove è nata la bambina, ha provveduto a sottoporre immediatamente la neonata al trattamento farmacologico antiretrovirale, ancor prima di sapere con certezza se fosse o meno sieropositiva – ha spiegato la dottoressa Yvonne Bryson, ricercatrice in malattie infettive pediatriche presso l’Università della California – Purtroppo prima di ottenere i risultati e capire se il neonato sia effettivamente affetto da HIV, è necessario attendere diversi giorni. È per questo motivo che la dottoressa Deveikis ha cominciato comunque da subito la terapia».

Il trattamento è iniziato quando la bambina aveva quattro ore di vita (ancora prima della bambina del Mississippi) e alla fine la scelta dei medici si è rivelata assolutamente opportuna: pochi giorni dopo infatti, il risultato del test ha confermato la positività della neonata per l'HIV. 

Ma dal sesto giorno di vita, il virus non è risultato più rintracciabile.

«La straordinarietà del caso di questa bambina – commenta la dottoressa Bryson – è la velocità con cui il virus sembra essere scomparso».

Certo, come avvisano gli stessi ricercatori, parlare di guarigione è troppo presto, dal momento che la bambina è ancora tutt’oggi sottoposta al trattamento con farmaci antiretrovirali.

Oggi però, all’età di 11 mesi, la bambina sta bene e, sotto la cura di una famiglia affidataria, continua a ricevere i farmaci e le visite dei medici. Una volta compiuti i due anni, i medici potranno decidere di interrompere la terapia farmacologica e verificare quindi se la bambina sia effettivamente guarita o se invece il virus dell’HIV sia stato solamente in stato di incubazione.

«La bambina del Mississippi oggi ha tre anni e, dopo l’interruzione del trattamento farmacologico, può essere considerata guarita dall’HIV – conclude la dottoressa Bryson – La nostra equipe di Los Angeles è ottimista sul fatto che anche la nostra piccola paziente seguirà le stesse orme».
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Conferenza Annuale sui Retrovirus e sulle Infezioni Opportunistiche (CROI 2014)

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