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Tumore del colon: ricerca italiana vicinissima alla cura

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Pubblicato il: 07-03-2014
Tumore del colon: ricerca italiana vicinissima alla cura © Thinstock Sanihelp.it - Le cellule staminali tumorali sono cellule staminali che, a causa di una mutazione genetica, si moltiplicano in maniera incontrollata causando non solo l’insorgenza del tumore, ma anche la sua diffusione in altri organi del corpo (metastasi).

La responsabilità delle staminali tumorali nella nascita e nello sviluppo dei tumori, rende queste cellule un bersaglio significativo all’interno della ricerca oncologia impegnata nella formulazione di terapie antitumorali all’avanguardia, così come dimostra anche l’ultimo risultato d’eccellenza raggiunto dalla ricerca italiana a opera della fruttuosa collaborazione dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena con l'Università di Palermo.

La ricerca, pubblicata ieri sulla rivista Cell Stem Cell, si è concentrata in particolare sul tumore del colon, e ha raggiunto risultati straordinariamente significativi per la comprensione delle metastasi, ovvero quelle masse tumorali secondarie che rappresentano la prima causa di morte per questo tipo di tumore.  

«Il nostro laboratorio ha scoperto per primo l'esistenza delle cellule staminali del tumore del colon alcuni anni fa e ha continuato a studiarle per capire i loro punti deboli – spiega Ruggero De Maria, Direttore scientifico dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – Ora siamo riusciti a trovare le staminali che formano le metastasi. Questa scoperta ci permetterà di trovare nuove strategie per distruggere queste cellule e impedire in tal modo che il tumore si diffonda».

I ricercatori infatti hanno scoperto come la migrazione e la formazione di un tumore secondario a opera delle cellule staminali tumorali, sia causata dalla presenza di un recettore cellulare denominato CD44v6: i risultati delle analisi hanno quindi dimostrato che, disattivando questo recettore, è possibile bloccare la capacità del tumore di dare origine alle metastasi, evitando quindi la proliferazione del tumore in altre parti del corpo.

«Di fatto la scoperta – aggiunge Giorgio Stassi, Responsabile del Laboratorio di Fisiopatologia Cellulare e Molecolare presso il Dipartimento di Discipline Chirurgiche ed Oncologiche dell’Università degli Studi di Palermo – è avvenuta dopo aver notato che l’espressione di CD44v6 era bassissima nei tumori primitivi, e aumentava notevolmente nelle metastasi. L’analisi approfondita di queste cellule ha dimostrato come esse presentino una tendenza naturale a migrare e a colonizzare gli organi lontani, come il fegato e il polmone, attraverso l’attivazione di una serie di segnali metabolici che sono stati da noi identificati e descritti».

La scoperta di questa serie di meccanismi che rendono aggressivo il tumore, verrà quindi messa a frutto nel breve periodo: presso l'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena è infatti già in preparazione una sperimentazione clinica finalizzata a prevenire la formazione di metastasi con dei nuovi farmaci che agiscono direttamente sulle cellule staminali del tumore del colon.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Cell Stem Cell

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