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L'ormone dell'amore contro anoressia e bulimia

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Pubblicato il: 14-03-2014
L'ormone dell'amore contro anoressia e bulimia © Thinstock Sanihelp.it - I disturbi alimentari sono tra le patologie che, nostro malgrado, caratterizzano maggiormente il millennio in cui viviamo, nonché il nostro tipico stile di vita occidentale: la relativa assenza di casi di anoressia e bulimia nei paesi più poveri, come quelli dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina conferma questa tendenza, oltre alla recente diffusione di tali malattie tra gli immigrati provenienti da nazioni in via di sviluppo. Essere magri e di aspetto gradevole rimane un valore assoluto a cui molte persone, consapevolmente o inconsciamente, aspirano; gli ideali di bellezza diffusi da pubblicità e televisione sono spesso deviati ed impossibili da raggiungere; la mancanza di tempo e dialogo all'interno delle famiglie può fare il resto, inducendo le persone a precipitare nella depressione e nell'inadeguatezza percepita di fronte allo specchio.

Sebbene anoressia e bulimia sono malattie spesso associate e a volte confuse, si tratta in realtà di due patologie profondamente diverse: ed il riconoscimento di queste differenze può cambiare il destino di una persona bisognosa d'attenzioni e d'aiuto. La bulimia si presenta in età adulta; non comporta un dimagrimento fuori dalla norma; il disturbo mentale associato alla malattia è l'intenzione di farsi del male; ma solitamente la prognosi risulta efficace e tempestiva, poiché legata ad una richiesta di aiuto. L'anoressia, invece, compare solitamente durante l'adolescenza; è sempre legata ad un indice di massa corporea molto bassa; deriva da uno stato mentale ansioso; ed è spesso difficile intervenire tempestivamente, in quanto la persona malata non ricerca quasi mai aiuto, cosa che porta spesso a gravi effetti collaterali - osteoporosi, sindrome di Cushing, pancreatite, aritmia cardiaca - che possono comportare il decesso.

Le stime che riguardano l'incidenza di queste patologie sono impressionanti: circa 2 milioni di persone in Italia soffrono di un disturbo alimentare, cifra spropositata se consideriamo che la nostra nazione non è certo tra le più giovani. È opinione comune che la mancanza d'autostima e d'amore, da parte dei nostri cari ma anche verso noi stessi, sia alla base di queste malattie: ed è proprio con l'amore che i ricercatori stanno tentando di combatterle. Gli scienziati dell'Università di Seul ha infatti compiuto un esperimento su donne che soffrivano di anoressia e bulimia: venivano loro mostrate foto di donne obese e cibi grassi, immagini che suscitavano nelle volontarie un senso di disgusto, di riprovazione, di rifiuto. In seguito, le stesse venivano sottoposte ad un trattamento a base di ossitocina, sostanza che veniva assunta tramite inalazione: alla vista delle stesse figure, il senso di sdegno ed intolleranza si mostrava molto meno spiccato, lasciando il posto ad una maggiore disponibilità.

A questo punto la domanda sorge spontanea: cos'è l'ossitocina? Si tratta di un ormone che ha una particolare incidenza nella sensazione di piacere sprigionata durante l'orgasmo o l'allattamento, e che interviene per rendere il travaglio della gravidanza meno faticoso e doloroso. Per questo motivo, l'ossitocina viene definito «l'ormone dell'amore», ed era già stato preso in considerazione per altri studi apparsi sulla Public Library of Science One che ne esaltavano i benefici sull'umore delle persone. Se i risultati dell'Università di Seul, pubblicati sulla rivista Psychoneuroendocrinology, venissero confermati, si potrebbe aprire una nuova fase nel trattamento farmacologico dei disturbi alimentari, che finora comprende la somministrazione di calcio, vitamina D, corticosteroidi ed antidepressivi. L'ossitocina potrebbe quindi essere alla base di un approccio completamente diverso, per certi versi innovativo, che potrebbe costituire una nuova speranza per milioni di persone colpite da questo male oscuro.  
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
UniversitÓ di Seul, Psychoneuroendocrinology

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