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Fumo: è ora di smettere!

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Pubblicato il: 09-01-2005

Gennaio è tempo di buoni propositi: uno su tutti è quello di smettere di fumare. E se sentite vacillare la forza di volontà, date un'occhiata a questi dati...

Sanihelp.it - In cima alla lista dei propositi per il nuovo anno, molti hanno un imperativo: smettere di fumare.
Tanto più che, con l'entrata in vigore della legge antifumo, il tanto discusso articolo 51 della legge 3/2003, ormai fumare è diventato difficile un po' dappertutto.
Del resto l'obiettivo della legge anti-fumo era proprio quello di invogliare i fumatori a smettere, oltre a tutelare i non fumatori costretti a subire il fumo passivo.

I danni provocati dal fumo, noti già dagli anni ‘50, sono ormai sotto gli occhi di tutti.
Il fumo è responsabile dell’87% dei tumori al polmone, dell’82% dei casi di enfisema polmonare, aumenta del 100% il rischio di ictus e impotenza, del 300% quello di arteriopatie periferiche e di morte per malattia coronaria non diagnosticata, del 400% il rischio di aneurisma aortico.

Eppure, nonostante questo, 90.000 persone continuano a morire ogni anno a causa del fumo.
Cambiano i trend (in ascesa donne e giovani, in calo gli uomini), ma la percentuale di fumatori resta alta: in Italia raggiunge il 26,6% della popolazione. Il numero dei fumatori passivi è quasi lo stesso, secondo una ricerca ISTAT, anche il calcolo include solo le abitazioni, e non i luoghi di lavoro.

Il fumo passivo, insomma, è un problema vero: respirandolo si inalano 400 sostanze chimiche e 60 sostanze cancerogene, tra cui il noto particolato sottile spesso causa della chiusura al traffico dei nostri centri urbani.

Le conseguenze sono state evidenziate in 20 anni di studi scientifici: basso peso alla nascita e morte improvvisa per i neonati, otite, asma, bronchite e polmonite per i bambini, malattie ischemiche,ictus, proncopneumopatie croniche, cancro del polmone e cancro nasale per gli adulti.

Il 27,2% degli uomini in età lavorativa, e il 22,7% delle donne, è esposto a questi rischi proprio sull’ambiente di lavoro. Per loro, oltre alla nuova legge, è stata pensata la guida pratica Come creare un ambiente di lavoro libero dal fumo, disponibile gratuitamente online sul sito www.aimarnetwork.org.
Il documento, elaborato da un gruppo di esperti dell’Associazione Interdisciplinare per lo studio delle Malattie Respiratorie (AIMAR – Milano) e dell’Istituto Superiore di Sanità, contiene indicazioni per conoscere e combattere il problema del fumo passivo nell’ambiente di lavoro, ma anche consigli per i fumatori.

L’ottica è quella di aiutarli a smettere, perché non è mai troppo tardi: chi smette di fumare entro i 35 anni ha un’aspettativa di vita paragonabile a chi non ha mai fumato, ma anche chi smette dopo guadagna preziosi anni di vita, perfino a 60 anni.

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