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Via libera ai Cheeseburger nella dieta

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Pubblicato il: 19-03-2014
Via libera ai Cheeseburger nella dieta © Thinstock Sanihelp.it - Da sempre il cheeseburger è stato identificato da medici e nutrizionisti come cibo insalubre, dal momento che il consistente quantitativo di grassi saturi presenti nella carne, nel burro e nel formaggio, è stato spesso associato all’insorgenza di malattie cardiovascolari.

Una recentissima ricerca condotta da un team di scienziati internazionali e ripresa ieri dal New York Times, ha però rilevato come non vi siano prove sufficienti e palesi per connettere il consumo di grassi saturi ad un effettivo aumento della probabilità di incorrere in attacchi di cuore o altri eventi cardiaci.

L’analisi è stata condotta su larga scala (coinvolgendo circa 80 studi clinici e più di 600.000 partecipanti) e i risultati, pubblicati lunedì sulla rivista Annals of Internal Medicine, hanno dimostrato che le persone con una dieta maggiormente ricca di grassi saturi non erano più soggetti a malattie cardiache rispetto a coloro che ne assumevano meno.

«La mia opinione – commenta il dottor Rajiv Chowdhury , autore principale dello studio nonché epidemiologo cardiovascolare presso il Dipartimento di salute pubblica presso l’Università di Cambridge – è che i grassi saturi non dovrebbero costituire una grossa preoccupazione per la nostra dieta».

Ma il dottor Frank Hu, professore di Nutrizione ed Epidemiologia alla Harvard School of Public Health, sottolinea come i risultati non devono essere assolutamente considerati come un via libera a mangiare più bistecche, burro e altri alimenti ricchi di grassi saturi.

Limitarsi a considerare solamente i grassi saturi o i singoli gruppi di nutrienti infatti potrebbe risultare fuorviante, dal momento che ogni alimento deve essere sempre considerato nel complesso delle sue proprietà nutritive.

Quando le persone decidono di togliere i grassi dalla propria dieta per esempio, tendono a mangiare più pane, cereali e altri alimenti contenenti carboidrati raffinati, prodotti che potrebbero risultare altrettanto pericolosi per la salute cardiovascolare.

«L’ideale sarebbe assumere alimenti tipici della dieta mediterranea, come noci, pesce, avocado, cereali integrali e olio extravergine di oliva – conclude il dottor Hu – Diversi studi scientifici hanno infatti dimostrato come la dieta mediterranea contribuisca a ridurre concretamente l’incidenza di eventi cardiaci e ictus».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
New York Times, Annals of Internal Medicine

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