Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Bambino salvato da un dispositivo stampato in 3D

di
Pubblicato il: 21-03-2014
Bambino salvato da un dispositivo stampato in 3D © Thinstock Sanihelp.it - In diciotto mesi di vita Garrett Peterson non è mai tornato a casa e ha trascorso le sue giornate nel letto d’ospedale attaccato a un ventilatore che, nonostante fosse impostato sulla modalità più potente, non poteva  impedire che il suo respiro si fermasse periodicamente.

La sua condizione era così fragile che spesso i genitori non potevano tenerlo in braccio per paura di compromettere la sua respirazione. Ma dopo che i chirurghi dell'Ospedale Pediatrico Mott, in Michigan, hanno stampato in 3D un impianto per aprire le vie aeree di Garrett, i suoi genitori stanno ora progettando di portare a casa il figlio per la prima volta .

Garrett è la seconda persona a cui è stata salvata la vita grazie ad un nuovo dispositivo bio-riassorbibile sviluppato presso l'Università del Michigan da Glenn Green, professore associato di Otorinolaringoiatria pediatrica, e Scott Hollister, professore di Ingegneria biomedica e Ingegneria meccanica.

Il piccolo paziente è affetto da una condizione chiamata tetralogia di Fallot (o sindrome del bambino blu), una particolare malformazione cardiaca che può causare un’enorme pressione sulle vie respiratorie: e infatti Garrett ha sviluppato una grave tracheobroncomalacia, ovvero un indebolimento della trachea e dei bronchi tale da ridurre le dimensioni delle vie respiratorie a piccole fessure.

I Peterson hanno trascorso mesi a guardare impotenti il loro bambino smettere di respirare e diventare blu, nonostante il ventilatore a cui era attaccato fosse impostato costantemente sui massimi livelli di pressione: «bastava sollevare le gambe per il cambio del pannolino a compromettere le vie respiratorie: non c'era nulla che potessimo fare per aiutarlo» racconta Natalie Peterson, madre di Garrett.

Nel maggio scorso, dopo aver letto un articolo sul primo bambino salvato dal dispositivo di Hollister e Green, i genitori hanno deciso quindi di contattare gli scienziati per sottoporgli il caso di Garrett: nel mese di dicembre, quando le condizioni del piccolo paziente si sono ulteriormente aggravate, i dottori Hollister e Green hanno quindi creato per Garrett un tubo tracheale fatto di un biopolimero chiamato policaprolattone.

Utilizzando un modello informatico basato sulla stampa in 3D, gli scienziati sono stati in grado, sulla base di una TAC della trachea e dei bronchi di Garrett, di creare un dispositivo su misura per il piccolo paziente.

Il tubo è stato quindi posizionato intorno ai bronchi per espandere le vie respiratorie e offrire un sostegno esterno atto a favorire una corretta crescita del bambino: dopo circa tre anni, il tubo sarà riassorbito naturalmente dal corpo.

Oggi Garret sta gradualmente diminuendo il supporto del ventilatore (che in tre mesi ha diminuito la pressione di un quarto rispetto a prima) e ha già provato a respirare per la prima volta senza l’aiuto di alcun macchinario.

«Garrett avrà bisogno di circa due o tre anni per rimodellare la sua trachea e crescere in uno stato di salute – spiega il dottor Hollister –  Giusto il tempo necessario prima che il materiale di cui è composto il dispositivo inizi a essere assorbito dal corpo».

«La tracheobroncomalacia è una condizione che mi ha turbato per anni – conclude il dottor Green – Ho visto decine di bambini morire a causa di questo fenomeno. Poter osservare per la seconda volta il lavoro di questo dispositivo mi solleva: si tratta di un risultato importante, poiché offre la speranza di un futuro anche per i bambini come Garrett».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
University of Michigan Health System

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
2.38 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti