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Non solo bisturi: sguardo più giovane con l'acido ialuronico

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Pubblicato il: 26-03-2014
Non solo bisturi: sguardo più giovane con l'acido ialuronico © Thinstock Sanihelp.it - La parte del viso che incornicia gli occhi, l’area periorbitale, è uno dei fattori che determina la bellezza dello sguardo. Ma in questa zona la pelle è particolarmente sottile, povera di collagene, continuamente sollecitata dall’incessante movimento delle palpebre (più di 10 mila battiti al giorno) e di conseguenza predisposta, più di altre, all’invecchiamento precoce.

Proprio attorno agli occhi per primi si concentrano piccoli segni, cedimenti, rughe ed è soprattutto per interventi in zona occhi che ci si rivolge per la prima volta al chirurgo estetico. Donne, in prevalenza (si comincia dai 30 anni), ma anche tanti uomini (la blefaroplastica è tra gli interventi di bellezza maschile più richiesti).

La chirurgia non è la sola alternativa. «Oggi anche con la medicina estetica si può fare molto per mantenere giovane lo sguardo - dice Rosalba Russo, medico estetico e vicepresidente SIES (Società italiana di medicina e chirurgia estetica) - Il perfezionamento di materiali e tecniche iniettive, e la possibilità di combinarli tra loro, consentono di ottenere risultati morbidi e di grande naturalezza, anche nella zona più difficile da trattare, il solco lacrimale e il solco palpebro-malare».

In quest’area il processo d’invecchiamento è più evidente, perché questa è l’area del corpo dove la cute è più sottile (<1mm di spessore) e qui si concentrano diversi fattori (l’atrofia del grasso, l’assottigliamento e la perdita di elasticità della cute, il riassorbimento osseo) che contribuiscono a provocare quell’effetto di occhio scheletrizzato che invecchia l’intero viso.

Per ripristinare i volumi perduti e ringiovanire tutta la zona occhi, il trattamento d’elezione è l’acido ialuronico, infiltrato in micro-gocce in profondità (a livello sottomuscolare) attraverso una microcannula, utilizzando la tecnica lineare retrograda. Piccoli tocchi, quanto basta a rimpolpare le depressioni, ridurre l’area d’ombra che accentua le occhiaie, distendere le grinze della cute.

Fondamentale è la scelta del gel: deve avere caratteristiche idonee e proprietà viscoelastiche ottimali, oltre a livelli di sicurezza e tollerabilità altissimi. A questi criteri di selezione risponde Emervel, un filler ultra-morbido che, nella versione Classic, offre una plasmabilità leggera, adatta per integrarsi in questa zona.

Il suo impiego specifico nel solco lacrimale è stato oggetto d’indagine di un recente studio scientifico, che ha confermato, con un’analisi in 3-D dei volumi, un miglioramento estetico medio del 111,1% mantenuto a 6 mesi.

La novità è l’Optimal Balance Technology (OBT) una tecnologia che, pur mantenendo inalterato il cuore della molecola, cioè la concentrazione di acido ialuronico, varia l’equilibrio tra la dimensione delle particelle (calibro) e il grado di reticolazione (cross-linking o consistenza del gel). Tali variazioni conferiscono al gel la capacità di integrarsi in modo naturale nella sede cui è destinato.

Per ottenere il miglior risultato, il protocollo prevede l’utilizzo di Emervel Classic in dosi minime di prodotto distribuito su due sedute a distanza di un mese.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Congresso Sies 2014

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