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4 donne su 5 affette da osteoporosi dopo i 65 anni

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Pubblicato il: 26-03-2014
4 donne su 5 affette da osteoporosi dopo i 65 anni © Thinstock Sanihelp.it - Tra le condizioni che il raggiungimento della cosiddetta terza età porta con sé, l'osteoporosi è sicuramente tra le più comuni. Si tratta di una patologia che si ripercuote sullo scheletro dell'individuo, che perde massa ossea in ragione di fattori nutrizionali, patologici o metabolici. La conseguenza è che le ossa, perdendo in resistenza, diventano più vulnerabili e son dunque soggette ad un rischio maggiore di frattura anche in seguito ad un minimo evento traumatico.

Se la vecchiaia rappresenta il fattore d'insorgenza maggiore dell'osteoporosi, e la vecchiaia è purtroppo inevitabile per qualsiasi essere umano che raggiunga una veneranda età, è comunque riscontrabile una casistica maggiore tra le donne rispetto agli uomini. Il motivo della predisposizione femminile è da ricercare nella menopausa: una volta insorta, infatti, la menopausa aumenta la percentuale di rischio di osteoporosi di circa quattro volte, a causa della perdita di estrogeni che porta ad un innalzamento dei livelli delle chitochine, tra i responsabili dell'insorgere degli osteoclasti, cellule che erodono l'osso a causa del loro pH acido.

Recentemente, la rivista specializzata Calcified Tissue International ha pubblicato i dati raccolti dalla Fondazione per l'Osteoporosi Piemonte, in collaborazione con la Città della Salute e della Scienza di Torino: tali statistiche non fanno altro che confermare la tendenza e l'incidenza di questa patologia. Ma sebbene fossero risaputi i rischi post-menopausa legati all'osteoporosi, questa ricerca italiana ha contribuito a mostrare quanto questa patologia sia preoccupante in termini di persone colpite. Circa il 33% delle donne oltre i 65 anni soffre di osteoporosi, a cui si aggiunge un 47% con sintomi da osteopenia, vale a dire una diminuzione dei livelli di calcio nella massa ossea, condizione appena precedente l'osteoporosi solo perché mancano le evidenze di fratture. Dunque, l'80% delle donne anziane soffre di una riduzione sensibile della densità ossea: di queste, il 17% incorre in almeno una frattura non traumatica, mentre 18000 pazienti diventano disabili a causa della rottura del femore dovuta a questa particolare condizione.

I dati sono francamente allarmanti, e dovrebbero far riflettere sull'assoluta necessità di sottoporsi ad esami ben approfonditi una volta superati i 65 anni, di modo da prevenire i rischi di queste patologie. Tra le terapie che possono impedire l'insorgere di osteoporosi, o curarne i principali sintomi, vi è l'integrazione di vitamina D; la somministrazione di minerali essenziali quali calcio, magnesiozinco e selenio; oltre al trattamento farmacologico e le terapie ormonali a base di estrogeni e testosterone. Comunque, anche in questo caso, la cosa che sembra più importante di tutte è lo svolgimento di un'attività fisica continuativa: mantenere uno stile di vita sportivo e dinamico non solo aiuta a prevenire la perdita di densità ossea, ma può addirittura arrivare ad incrementarla di circa l'1% ogni anno.  


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Fondazione per l'Osteoporosi Piemonte

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