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Dieta, non ci lasceremo mai!

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Pubblicato il: 13-12-2004

Finire la dieta non è la liberazione che sembra, almeno se si è nati con un metabolismo lento come il mio. Adesso inizia un lungo, lunghissimo mantenimento...

Sanihelp.it - Facciamo il punto della situazione.
Dopo dieci settimane di dieta e quattro sudati chili in meno, il dietologo mi ha chiesto di fare due settimane di autocontrollo in vista del mantenimento. «La prima settimana mangi a tua discrezione, la seconda segui le vecchie regole, poi vediamo cosa succede facendo il confronto».
Il patto era elencare tutto quello che avrei mangiato durante e fuori dai pasti, segnando quantità e calorie senza barare.

Sia io che lui ci aspettavamo una differenza notevole tra la prima settimana e la seconda, io conoscendo la mia vecchia golosità e lui fidandosi dei miei racconti.
Invece, ci sbagliavamo.

Alla fine della prova ci siamo accorti che in realtà la prima e la seconda settimana ho mangiato nella stessa misura, cioè poco… e con lo stesso apporto di calorie!
Sono diventata una secchiona della dieta? Non proprio. In realtà questo risultato sorprendente nasconde dei pro e dei contro.

Da una parte il mio corpo si è abituato a star bene mangiando meno e rinunciando senza fatica ai cibi più calorici, ma dall’altra questo significa che dimagrire ancora sarebbe impossibile, mentre ingrassare sarebbe facilissimo.
Insomma, se mangio anche solo un po’ di più, rischio di dare il via al maledetto effetto yo-yo, terrore di ogni neo-magro.

E qui mi ha preso lo sconforto. Perché la mia amica Elisa, nonostante dieci anni di mangiate, è ancora magrissima come quando avevamo quattordici anni? Eppure anche lei è un’amante della Nutella, e non abita su Marte ma dietro a casa mia… insomma, se non le volessi così bene ogni tanto cercherei di ammazzarla!

Per fortuna la sua è una categoria rara, soprattutto tra le donne, altrimenti morirei di invidia. Per noi comuni mortali dal metabolismo lento, invece, la vita è un po’ più dura, almeno sul versante dieta.
E le armi che abbiamo sono poche.

Anche il dietologo mi ha confermato che, per tenere a bada i miei geni tendenti all’ingrasso, dovrò stare attenta al cibo sempre, finché morte non ci separi.
Non è proprio uno stare a dieta tutta la vita, ma sicuramente dovrò imparare a controllarmi, compensando gli eccessi con pasti più leggeri e tantissimo movimento.

Con questa leggera ansia inizia il mio mantenimento: pian piano devo provare a reintrodurre alcuni cibi proibiti, controllando di quanto fanno oscillare il peso nell’arco di una settimana, e quindi quanto posso permettermeli.

Ho deciso di iniziare con le lasagne (ah, come mi sono mancate!), e lunedì prossimo vedrò se averle mangiate due volte avrà inciso oppure no. Poi passerò ad altri primi, qualche dolce… il patto è non superare la soglia che ho scelto insieme al dottor Lice, cioè un chilo in più di adesso.

Se ai controlli periodici sarò uscita da quel limite mi costerà caro, e non in senso metaforico. Altrimenti la visita non si paga, e avrò pancia piatta e portafoglio pieno… direi che è un buon motivo per non crollare.



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Redazione Sanihelp.it

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