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Incidenti

Per Schumi terapia intensiva a casa?

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Pubblicato il: 01-04-2014

In come da oltre 90 giorni, non sembrano esserci segni di miglioramento per il campione. E la moglie pare decisa a portarlo a casa.

Per Schumi terapia intensiva a casa? © Web Sanihelp.it - A poco più di tre mesi dall'incidente di Meribel presto Michael Schumacher potrebbe lasciare l'ospedale di Grenoble per tornare a casa. Una dimissione non dovuta, purtroppo, a un miglioramento delle condizioni dell’ex Pilota di Formula Uno: sembra anzi che le speranze di un suo risveglio siano ridotte al lumicino.
 
Era il 29 dicembre quando cadde sulle pista da sci, battendo violentemente la testa sulle rocce, con conseguente trauma cranico. Si sono resi necessari due interventi chirurgici, uno per bloccare l’emorragia cerebrale e un secondo per rimuovere i coaguli di sangue. Ma da allora il campione è in coma, ha perso un terzo del suo peso corporeo, ha anche affrontato, a febbraio, una forte infezione polmonare e non sembrano essersi registrati miglioramenti. Il suo ex medico avrebbe recentemente dichiarato che occorre prepararsi al peggio, e una fonte citata dal Mirror avrebbe detto: «Michael è in condizioni terribili e i medici dicono che c'è poca speranza di recupero. Alla famiglia hanno comunicato che solo un miracolo potrebbe salvarlo».  Ma i famigliari che fanno la spola quotidianamente  da Nyon a Grenoble ( circa 300 km andata e ritorno) si dicono, attraverso le parole della manager del campione, « fiduciosi che si sveglierà».
 
Stando a quanto pubblicato dal tabloid inglese The Sun, anzi, la moglie Corinna sembrerebbe decisa a riportare Shumi a casa, nella villa di Nyon sul lago di Ginevra: secondo i ben informati starebbe già attrezzando una stanza specifica, dotata dei più sofisticati macchinari, come un’unità di terapia intensiva ospedaliera, al costo di 12 milioni di euro.
 
Un posto dove il marito potrebbe continuare a essere monitorato e assistito come in ospedale, ma con il vantaggio di stare in un ambiente familiare, con la speranza che questo aspetto possa fare la differenza e stimolarlo positivamente. Ma ancora non ci sono conferme ufficiali circa queste intenzioni, né sulle possibili motivazioni alla base.


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Ansa

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