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Ferro contro la sindrome premestruale

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Pubblicato il: 08-04-2014

Malessere di primavera? Non solo, per le donne, a volte, la vita quotidiana può essere ancora più difficile se si soffre di sindrome premestruale

Ferro contro la sindrome premestruale © Thinstock Sanihelp.it - La primavera, purtroppo, oltre a regalare sole, luce e temperature miti spesso porta con sè anche stanchezza, letargia e piccoli malesseri; per le donne, in primavera, i malesseri possono accentuarsi anche se si soffre di sindrome premestruale e non si cura a sufficienza la propria alimentazione, soprattutto se la mente è già rivolta alla prova costume.

Uno studio condotto presso l’università di Harvard e pubblicato sulla rivista American Journal of Epidemiology ha evidenziato come tutto il corteo sintomatologico connesso con la sindrome premestruale, ovvero sensazione di gonfiore, seno pesante e dolente, dolori , senso generale di malessere si accentuano in presenza di una carenza di ferro.
I ricercatori hanno intervistato circa 3000 donne in età fertile e le hanno invitate, periodicamente, a riferire sui sintomi legati alla sindrome premestruale e a tenere un diario alimentare, per poter valutare il loro apporto di ferro, zinco e potassio.
è emerso che le donne con un apporto di ferro ottimale hanno evidenziato un 30-40% di probabilità in meno di soffrire di sindrome premestruale.

La particolarità dello studio, però, è che questo effetti di calmierare i sintomi della sindrome premestruale sono correlati con il ferro non eme ovvero l’effetto benefico è stato registrato nelle donne che attingono ferro soprattutto da fonte vegetale, ma non animale.
Le donne che sono state meglio, sono state quelle che hanno assunto circa 20 mg di ferro al giorno (contro i 18 mg al giorno raccomandati dalle linee guida) mangiando per lo più vegetali, legumi, frutta secca, vegetali in generale, cereali per la prima colazione arricchiti di ferro.

Sembra che anche lo zinco possa giocare un ruolo positivo nella prevenzione della sindrome premestruale, ma a proposito gli autori dello studio non si sbilanciano perché servono ulteriori studi sull’argomento.
In ogni caso sottolineano gli studiosi le fonti di ferro non eme più abbondanti sono rappresentate da: spirulina, soia, semi di zucca, quinoa, melassa, concentrato di pomodoro, fagioli bianchi, spinaci, pesche secche, succo di prugna, lenticchie, cioccolato fondente, semi di zucca tostate, albicocche secche.
Soprattutto le donne che stanno seguendo diete, più o meno bilanciate e più o meno stravaganti, dovrebbero tener conto di queste informazioni, sia per perdere peso in maniera adeguata e soprattutto non trascurando elementi, come il ferro, che se carente non solo determina anemia, ma può compromettere il benessere generale della persona. 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
American Journal of Epidemiology

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