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Per dimagrire, una nuova dieta a base di... luce solare!

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Pubblicato il: 04-04-2014
Per dimagrire, una nuova dieta a base di... luce solare! © Thinstock Sanihelp.it - Le persone che si espongono alla luce solare mattutina sono più magri di coloro che si espongono alla luce pomeridiana.

Ecco la conclusione raggiunta dall’ultimo studio della Northwestern Medicine, che ha scopertoi come il momento, l'intensità e la durata dell’esposizione ai raggi solari sia legata al peso corporeo.

«Abbiamo scoperto che la costante esposizione alla luce solare mattutina è legata ad un indice di massa corporea (BMI) inferiore – spiega la co-autrice dello studio Kathryn Reid, ricercatrice in ambito neurologico presso la Scuola di Medicina Feinberg della Northwestern University – Mentre, al contrario, un’esposizione ai raggi solari nelle ore più tarde, comporta un aumento del BMI».

L'influenza della luce mattutina sul peso corporeo infatti, agisce indipendentemente dalla quantità di attività fisica, dall’apporto calorico giornaliero, dalle ore di sonno e dall'età di un individuo, andando a incidere su ben il 20% del BMI registrato.

«La luce è l'agente più significativo per sincronizzare l'orologio interno del corpo, dal momento che influisce sui ritmi circadiani che a loro volta regolano il bilancio energetico – spiega  il dottor Phyllis Zee , autore della ricerca – La conclusione è che bisognerebbe cercare di assorbire la luce solare irradiata tra le otto di mattina e mezzogiorno. Per influenzare il BMI, basterebbe esporsi alla luce per 20 o 30 minuti al giorno».

Lo studio ha coinvolto 54 partecipanti (26 maschi, 28 femmine) dell’età media di 30 anni, a cui è stato chiesto di indossare per sette giorni un actigrafo da polso, un rilevatore di movimento che ha permesso di misurare i parametri di esposizione alla luce solare e la quantità di sonno di ciascun individuo.

I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista PlosOne, hanno rilevato che la soglia minima per avere un BMI più basso è di 500 lux. Troppo spesso però, le persone si trovano a lavorare in ambienti scarsamente illuminati (solitamente a circa 200-300 lux), e tenendo presente che anche in una giornata nuvolosa la luce esterna è maggiore di 1000 lux, apparirà subito chiaro quanto sia diffusa nella popolazione la carenza di esposizione ai raggi solari.

«Se una persona non assorbe abbastanza luce nel momento opportuno – prosegue il dottor Zee – c’è il rischio di de-sincronizzare l'orologio interno del corpo, fattore noto nell’alterazione del metabolismo, che comporta un aumento di peso».

Lo studio sottolinea quindi come uno stile di vita sano necessiti anche di un’appropriata esposizione alla luce solare: i luoghi di lavoro e le scuole dovrebbero essere dotate di ampie finestre, i dipendenti dovrebbero essere incoraggiati ad uscire per il pranzo e bisognerebbe cercare di migliorare l'illuminazione interna sia nella aule scolastiche che negli uffici, «una serie di provvedimenti che potremmo presto chiedere di istituire per prevenire l'obesità su larga scala» conclude il dottor Zee.

Ma ora che è stato scientificamente dimostrato come la luce solare giochi un ruolo fondamentale nel metabolismo, il team di ricercatori ha già annunciato che proseguirà negli studi per capire i meccanismi con cui l’illuminazione agisce sul grasso corporeo e per arrivare infine a proporre la luce come nuova frontiera per la perdita di peso. 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Northwestern University

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