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Dipendenza da Facebook? È la sindrome del Mi piace

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Pubblicato il: 07-04-2014
Dipendenza da Facebook? È la sindrome del Mi piace © Thinstock Sanihelp.it - La dipendenza dai social network continua a mietere vittime, soprattutto in Italia che, con oltre 21 milioni di utenti, registra in percentuale più utilizzatori di social network al mondo, con l'86% dei navigatori.

A subire maggiormente di questo disagio sono gli adolescenti: il 22% dichiara di passare ore davanti al computer, soprattutto per connettersi a Facebook, mentre il 53% degli utenti si connette alla Rete da cellulare per accedere ai social network.

Uno studio di IMR Ricerche realizzato su un campione di 100 persone ha rilevato che il 38% degli intervistati ammette di esagerare nell'utilizzo dei social, il 6% ammette di esserne dipendente, mentre una buona parte degli intervistati crede che i social abbiano un potere quasi ipnotico, infine il 20% ammette di avere avuto problemi relazionali derivanti dall'uso smodato di questi strumenti.

«Dal 2008, anno in cui Facebook è sbarcato in Italia, è aumentato dell'8% il numero di persone che si rivolge a noi per risolvere il problema da dipendenza dei social network - dichiara Armando Stano, Segretario Generale A.I.D.A. - Accademia Internazionale Stefano Benemeglio delle Discipline Analogiche.

Il 5% dichiara di navigare su Facebook per dimenticare i suoi problemi personali, il 3% trova nel social network un profondo senso di appagamento dovuto dal consenso sociale generato dal Mi Piace, per questo i soggetti che hanno più successo su Facebook, sono quelli che rischiano di più la dipendenza.

Secondo uno studio condotto dall'Università del North Carolina, ogni volta che riceviamo un Mi Piace, infatti, il nostro organismo rilascia una piccola scarica di dopamina, il neurotrasmettitore che viene coinvolto nei fenomeni di dipendenza.

L'addiction disorder, la dipendenza da Internet e, in particolare, da Facebook, porta l'individuo fuori dalla realtà, in un vortice di ostentazione del sé, di sovraesposizione della propria identità che però è totalmente costruita, fittizia.

Il 2% delle persone che si rivolgono a noi dichiara di provare invidia per le foto sorridenti e felici dei propri amici, ciò li spinge a postare immagini di sé in compagnia di persone o in situazioni piacevoli, per dimostrare di non essere da meno. Spesso tale dipendenza nasconde dei disagi più profondi».
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Accademia Internazionale Stefano Benemeglio delle Discipline Analogiche

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