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Terapia ormonale: nuova scoperta

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Pubblicato il: 16-12-2004

Dopo anni di studi, è emerso che la terapia ormonale sostitutiva a base di progestinici di sintesi aumenterebbe il rischio di cancro al seno. L'alternativa? Ora c'è.

Sanihelp.it - L’esistenza di una correlazione tra la funzione delle ovaie e il cancro al seno è nota da tempo. Nel 1964 è stato dimostrato che l'alterazione ormonale che favorisce lo sviluppo del cancro dipende da un ovaio che produce troppi ormoni sessuali di tipo maschile.

Uno studio prospettico francese denominato E3N/EPIC, condotto dal 1990 su 100.000 donne sotto l’egida dell’Inserm (Institut National de la Santè et de la recherche mèdicale), ha dimostrato però che il rischio di cancro al seno è legato anche a un’altra causa: la terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni associati a progestinici di sintesi.

Le molecole di sintesi, infatti, riproducono la stessa azione dannosa rilevata nello studio del 1964 sulle donne soggette a produzione eccessiva di ormoni androgeni come il testosterone.
Utilizzandole, il rischio relativo di cancro al seno aumenta del 50%: su 1000 donne in menopausa che seguono una terapia ormonale sostitutiva (TOS) a base di estrogeni e progestinici di sintesi, 45 donne si ammalano di cancro al seno.

Il dato, oggi in pubblicazione, è allarmante, ma identificarlo ha permesso di trovare una soluzione alternativa: l’utilizzo di progesterone naturale micronizzato, da sostituire con quello sintetico nell’associazione agli estrogeni.
Il progesterone naturale micronizzato, infatti, è un ormone naturale, perfettamente identico a quello prodotto dalla donna durante il ciclo mestruale e durante la gravidanza, utilizzato a dosaggi fisiologici per ripristinare la regolarità del ciclo e proteggere l’endometrio.

Non ha effetti androgenici, e quindi non comporta alcun aumento di rischio di cancro al seno nelle donne che ne fanno uso: il rischio relativo viene stimato a 0,9, anche se questo risultato inedito rimane da confermare per durate di terapia superiori ai quattro anni.

Questo non deve incoraggiare a un abuso della terapia ormonale sostitutiva simile a quello registrato alcuni anni fa: la TSO non è un farmaco per la prevenzione, e le uniche importanti ragioni di prescriverla sono i disturbi della menopausa, l’osteoporosi e la predisposizione a disturbi vasomotori.

Per le donne che appartengono a queste categorie adesso esiste la possibilità di scegliere una molecola che non sembra aumentare il rischio di cancro al seno, disponibile in Italia come farmaco di classe A, rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale.
Comunque, è importante che anche l'uso del progesterone naturale sia valutato e monitorato dal medico.  
 
Per saperne di più leggi il focus sul tumore al seno.


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Redazione Sanihelp.it

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