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Salute

Le malattie parassitarie nel cane e nel gatto

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Pubblicato il: 22-04-2014

Grandi nemici della dei nostri amici a 4 zampe sono i parassiti, che possono essere la causa di fastidiose malattie parassitarie.

Le malattie parassitarie nel cane e nel gatto © Thinstock Sanihelp.it - Le malattie parassitarie sono le più comuni malattie che possono manifestarsi nel cane e nel gatto. Il parassitismo, che deriva dalla parola greca parasitos, viene definito come  una forma di interazione biologica, generalmente di natura trofica, fra due specie di organismi di cui uno è detto parassita e l'altro ospite.

Il parassitismo è una vera e propria simbiosi che si viene a creare tra l’ospite e il parassita, essendo quest’ultimo un essere vivente inferiore appartenete al regno vegetale (batteri, funghi e virus) o animale che vive a spese di un altro organismo.

Esistono diversi tipi di parassiti: obbligati (organismi che vivono solo come parassiti), facoltativi (conducono sia una vita libera che parassitaria) e commensali (vivono sottraendo quantità trascurabili di nutrimento).

Nel cane e nel gatto, le parassitosi possono essere causate da due tipi di parassiti:

• Ectoparassiti o ectozoi: vivono a contatto della superficie esterna dell’ospite. Sono ectoparassiti pulci, zecche, acari, pidocchi e sanguisughe. Le pulci e le zecche sono quelle maggiormente visibili anche ad occhio nudo, mentre per gli acari occorre un esame più approfondito.

• Endoparassiti o entozoi: vivono all’interno del corpo parassitato, occupando diverse localizzazioni (sangue, organi, cavità). Sono endoparassiti filaria, anchilostomi, tricuridi, ascaridi, tenie e giardia. Questo tipo di parassitosi sono evidenziabili attraverso l’esame parassitologico delle feci.

Le malattie parassitarie che colpiscono i nostri amici pelosi sono parecchie e spesso sono zoonosi, ossia possono essere trasmesse anche all’uomo.

Per le parassitosi trasmesse da ectoparassiti si possono utilizzare degli antiparassitari specifici distinguibili in: antiparassitari chimici e naturali.I primi hanno azione immediata ma sono sconsigliati nei cuccioli, animali anziani o convalescenti e femmine gravide e in lattazione.

Presentano un alto rischio di tossicità per l’animale e per i proprietari in quanto si tratta pur sempre di prodotti chimici.

I secondi provocano nel parassita un arresto della crescita, mortalità e mancato nutrimento ma essendo prodotti naturali non hanno effetti nocivi per i 4 zampe e per gli umani.

Sono efficaci 4 giorni e occorre quindi maggiore costanza nell’applicazione, assicurandosi sempre che il prodotto arrivi alla cute.

Una volta scelto l’antiparassitario è importante capirne le modalità di applicazione in funzione dell’ambiente dove l’animale vive, delle sue abitudini e del rischio di infestazione.

Per quanto riguarda gli endoparassiti gli animali più colpiti sono i giovani perché  il loro sistema immunitario è ancora piuttosto deficitario. In questi soggetti i sintomi possono essere anche gravi: debolezza, dimagrimento, gravi disturbi intestinali, patologie cutanee e del pelo e, in caso di infestazioni massicce, problemi di crescita, gravi anemie e disidratazione.

Nei soggetti adulti i sintomi sono spesso meno evidenti. Se l’animale viene colpito da endoparassiti è importante trattarlo con farmaci specifici.

Questi solitamente sono ben tollerati e non presentano effetti collaterali gravi a parte lievi disturbi intestinali in soggetti delicati o in quelli in cui l’infestazione è più consistente.

Solitamente si effettuano due trattamenti a distanza di 15 giorni e nel 95 % dei casi il problema viene risolto senza ulteriori terapie.

Il più importante veicolo di contaminazione di endoparassiti sono le feci e quindi per ridurre il rischio di contaminazioni sarebbe meglio sempre rimuoverle dall’ambiente.
 
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Parassitologia Veterinaria

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