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Epidemia da stress: per il contagio basta osservarlo

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Pubblicato il: 22-04-2014
Epidemia da stress: per il contagio basta osservarlo © Thinstock Sanihelp.it - Quando si parla di stress, si parla oramai di un nemico molto comune che è entrato a far parte della vita quotidiana degli individui, spesso sballottati in un'esistenza fatta di difficoltà lavorative e scadenze. Anche il vocabolo, un tempo piuttosto sconosciuto, è diventato di uso ricorrente nelle nostre conversazioni di tutti i giorni, tanto che a questo punto viene considerata una sindrome piuttosto banale, e dunque conseguentemente sottovalutata: mentre, al contrario, può trasformarsi in una vera e propria patologia cronica e psicosomatica.

A questo proposito, Hans Selye aveva definito come sindrome generale di adattamento la capacità di risposta dell'organismo a vari tipi di sollecitazioni, arrivando a definire tre tipi di categorie: allarme, quando fronteggiare stress fisici, mentali, sociali o ambientali comportano un aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna; resistenza, quando in aggiunta avvengono reazioni ormonali specifiche da parte di ghiandole come la surrenale; esaurimento, quando il proseguire degli stimoli produce effetti sgradevoli, anche permanenti, sull'equilibrio psicosomatico dell'individuo. Dunque, come si può ben vedere da questo schema lo stress, e l'ansia che esso genera, può diventare molto pericoloso come evento scatenante di svariati sintomi, il più comune e innocuo dei quali è la calvizie: in rari casi sfortunati, questi sintomi possono poi portare al decesso della persona, nel qual caso si parla di morte da anatema.

Uno studio tedesco su questo tipo di malattia ha fatto risuonare un ulteriore campanello d'allarme: secondo i ricercatori del Max Planck Institut e del Policlinico di Dresda, lo stress sarebbe infatti addirittura contagioso. Gli scienziati teutonici hanno ricreato in un esperimento delle situazioni di tensione, e hanno notato come la semplice osservazione delle reazioni nervose di un individuo in preda al nervosismo provochi un aumento dei livelli di cortisolo fino al 26%, con picchi del 40% in caso di legami di parentela tra i soggetti. Il cortisolo è l'ormone che l'organismo posto sotto stress produce: tra le altre cose, esso coadiuva la trasformazione di proteine in zuccheri, reazione detta gluconeogenesi, inibisce il rilascio di insulina con conseguente aumento dei livelli di glicemia nel sangue, riduce le difese immunitarie rendendo più vulnerabili agli effetti infiammatori, ed è tra i responsabili dell'insorgere dell'osteoporosi, diminuendo la capacità di sintesi del collagene.

I risultati dell'esperimento tedesco inducono a pensare che lo stress, per essere contagioso, non necessita di contatto fisico: basta la semplice osservazione, anche attraverso uno schermo, per incappare in un incremento del cortisolo. Da ciò si deduce che anche i programmi televisivi che pongono lo spettatore di fronte a situazioni di dolore, angoscia e nervosismo da parte dei partecipanti contribuiscono a questa reazione chimica e, di conseguenza, all'epidemia. Dunque, per combattere lo stress non occorre semplicemente una sana alimentazione e uno stile di vita che preveda delle valvole di sfogo, ma anche un uso più consapevole e responsabile del telecomando.  


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Max Planck Institut, Policlinico di Dresda

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