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Non solo all'origine di nausea e vomito

Gravidanza difficile? Può essere colpa di un batterio

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Pubblicato il: 29-04-2014

Uno studio dimostra che l'Helicobacter Pylori non colpisce solo lo stomaco, ma ha anche un legame con alcune complicazioni della gravidanza.

Gravidanza difficile? Può essere colpa di un batterio © Thinstock Sanihelp.it - L'Helicobacter Pylori ha un collegamento con diversi disturbi che possono emergere durante la gravidanza. A rilevarlo, uno studio appena pubblicato sulla rivista internazionale World Journal of Gastroenterology e condotto da esperti dell'ospedale Sant'Anna della Città della Salute di Torino.

Per la prima volta è stata presa in considerazione non solo la possibile associazione tra l’infezione da Helicobacter pylori e i disturbi gastrici, come l’iperemesi gravidica (grave forma di nausea e vomito che si manifesta nelle prime settimane di gravidanza), ma anche l’associazione con altre importanti patologie della gravidanza che non coinvolgono direttamente l’apparato gastroenterico.

Infatti è ormai noto che l’infezione da Helicobacter pylori non è solo alla base di gastrite e ulcera, ma è spesso associato a patologie di vario tipo come le patologie cardiovascolari, le malattie autoimmuni, il diabete.

Nel caso della gravidanza gli studi si sono concentrati principalmente sull’anemia da carenza di ferro, le malformazioni fetali, l’aborto spontaneo, la pre-eclampsia e la restrizione della crescita fetale.

L'infezione da H. pylori può avere un ruolo nella patogenesi dei succitati disordini della gravidanza attraverso diversi meccanismi. Per esempio, questo batterio è in grado di sottrarre micronutrienti come ferro e vitamina B12, e la carenza di tali elementi può essere alla base dell’anemia sideropenica materna e di difetti del tubo neurale del feto, come la spina bifida.

L’infezione da Helicobacter causa una risposta infiammatoria e stress ossidativo sia a livello locale, con conseguenti disturbi gastrointestinali, sia a livello sistemico come nel caso della pre-eclampsia.

È stato inoltre dimostrato che gli anticorpi specifici anti-H. pylori sono in grado di cross-reagire con antigeni localizzati nel tessuto placentare e sulle cellule endoteliali. Il conseguente danno cellulare può essere alla base dell’aborto spontaneo, della pre-eclampsia e della restrizione di crescita fetale, due gravi patologie della gravidanza attualmente non suscettibili di trattamento.

Dal momento che l'infezione da H. pylori è probabilmente acquisita prima della gravidanza, si ritiene che i cambiamenti ormonali e immunologici che si verificano durante la gravidanza possono attivare l'infezione latente da H. pylori e questo può avere un impatto non solo sulla salute della madre, ma anche sul bambino.

La trasmissione dalla madre al bambino non sembra verificarsi durante la gravidanza o il parto. Inoltre è stato dimostrato che gli anticorpi specifici contro questo microrganismo sono trasferiti al feto/neonato sia attraverso la placenta sia tramite il latte materno. Questo potrebbe essere un aspetto positivo di difesa del neonato, tuttavia non è chiaro se gli anticorpi materni sono in grado di proteggere i bambini contro la colonizzazione dell’H. pylori.

Tuttora il gruppo del Sant'Anna è impegnato a studiare in modo più approfondito queste associazioni e a valutare la correlazione tra l'infezione da H. pylori e altre malattie legate alla gravidanza di eziologia sconosciuta, come il diabete mellito gestazionale, la colestasi gestazionale e il parto pretermine spontaneo.

Dal momento che l'infezione da H. pylori è curabile, è probabile che la diagnosi pre-gravidanza e l’eradicazione preventiva dell'H. pylori riducano l'incidenza di alcune di queste complicazioni. La progettazione di un vaccino sarà ancora più utile al fine di evitare problemi di farmaco-resistenza e reinfezione.


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Città della Salute di Torino

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