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Hiv: il virus rallenta se il colesterolo è basso

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Pubblicato il: 12-05-2014
Hiv: il virus rallenta se il colesterolo è basso © Thinstock Sanihelp.it - Da una recente ricerca condotta presso l'Università di Pittsburgh Graduate School of Public Health sull’Hiv è stato scoperto come la malattia progredisca molto più lentamente, anche senza l’utilizzo di farmaci, nei malati nelle cui cellule immunitarie sono presenti bassi livelli di colesterolo. 

I ricercatori hanno scoperto che il livello di colesterolo contenuto in alcune tipologie di cellule può influenzare la capacità del corpo di trasmettere il virus ad altre cellule.

Quando il virus Hiv contagia il corpo è generalmente riconosciuto dalle cellule dendritiche e trasportato ai linfonodi, dove viene trasmesso ad altre cellule del sistema immunitario, comprese le cellule T.

Attraverso questo meccanismo i livelli del virus aumentano, fino a sopraffare il sistema immunitario, e a trasformarsi in Aids, con la conseguenza che il corpo non riesce più combattere infezioni e tumori.

I farmaci antiretrovirali interrompono il processo di replicazione virale e possono ritardare l'insorgenza dell'AIDS di decenni.

Tuttavia, anche senza prendere il farmaco, una piccola percentuale di persone infette da HIV non presenta una persistente perdita di cellule T e nemmeno un aumento dei livelli di virus.

Gli scienziati hanno scoperto che in queste persone (i non progressors) le cellule dendritiche non trasferiscono, in livelli rilevabili, il virus alle cellule T. Questo tipo di cellule possedevano bassi livelli di colesterolo, anche se nel sangue dei malati i livelli erano normali. Un risultato simile è stato evidenziato per i linfociti B, che anche loro trasmettono l’HIV alle cellule T, portando ad alti tassi di replicazione dell'HIV.

Le cellule dendritiche nei non progressors presentavano questa caratteristica protettiva anni prima del contagio con l'HIV. Questo suggerisce che l'incapacità delle cellule dendritiche e delle cellule B di trasportare l’HIV alle cellule T, è una caratteristica protettiva, ereditata geneticamente da una piccola percentuale di persone.

Questa scoperta potrebbe aiutare lo sviluppo di nuovi metodi per prevenire la progressione dell'infezione da HIV.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
UniversitÓ di Pittsburgh Graduate School of Public Health

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