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Pronto soccorso: dolore senza rimedio per 2 bambini su 3

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Pubblicato il: 13-05-2014
Pronto soccorso: dolore senza rimedio per 2 bambini su 3 © Thinstock Sanihelp.it - A volte non hanno voce per lamentarsi, perché sono troppo piccoli per parlare. In altri casi le loro sofferenze non vengono prese troppo in considerazione, perché gli adulti pensano che stiano facendo i capricci o esagerando di proposito i loro fastidi.

Invece il dolore è una realtà anche per i bambini, un problema frequente che però rimane spesso inascoltato: in Pronto Soccorso appena un bambino su tre riceve un trattamento per il lenire le sofferenze, nonostante il dolore sia tuttora il primo motivo di accesso alle cure in emergenza.

Lo dimostra un’indagine del gruppo di studio Piper (Pain in Pediatric Emergency Room) secondo cui il 37% dei bambini che arrivano in Pronto soccorso non viene valutato per il dolore.

Ora il gruppo Piper presenta le prime raccomandazioni per la fase di triage, quando il bimbo viene esaminato per indirizzarlo alle cure più adeguate al suo caso, e per le procedure che possono provocare dolore.
 
Riguardano per esempio procedure molto frequenti e temute dai bambini, come le iniezioni o le suture. L'obiettivo è accelerare l’impiego dei farmaci per ridurre il tempo passato soffrendo, delegando per esempio agli infermieri la somministrazione di prodotti sicuri e ben tollerati anche dai bambini: tuttora passano in media 50 minuti prima che i piccoli arrivino di fronte al medico di Pronto Soccorso.

Trattare il dolore ed eliminarlo con farmaci adeguati riduce la permanenza in ospedale, accelera la guarigione ed evita che da adulti la soglia del dolore si abbassi.

Purtroppo, come dimostrano i dati del gruppo Piper ottenuti raccogliendo l’esperienza di 19 Pronto Soccorso dal 2010 al 2013, a oggi in un caso su tre il dolore non viene misurato con le apposite scale, in uno su cinque non viene neppure registrato in cartella clinica, nel 47 % dei piccoli non viene applicato nessun protocollo per trattarlo.

Ora qualcosa sta cambiando: l’European Medicines Agency ha da poco deciso di considerare il dolore pediatrico che richiede oppioidi come malattia rara, riducendo le spese per i produttori e facilitando così l’impiego di questi farmaci.
Solo in Italia 12 mila bambini e ragazzini fra zero e 18 anni hanno necessità di cure palliative e terapia del dolore, spesso per un tumore. 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
IV Multidisciplinar Pain Meeting

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