Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Nella coda della lucertola la risposta al Parkinson?

di
Pubblicato il: 09-05-2014
Nella coda della lucertola la risposta al Parkinson? © Thinstock Sanihelp.it - Chi di noi, da bambino, nelle lunghe estati trascorse a rimandare i compiti delle vacanze, non ha mai tentato di catturare una lucertola? E chi non ha mai assistito al crudele istinto di un gatto mentre gioca a torturare il povero rettile, che dimenandosi cerca di divincolarsi e scappare al massacro? Sin da piccoli sappiamo che la lucertola, quando perde la coda, non muore: ma, per uno dei tanti misteri che rende la natura così meravigliosa, è capace di rigenerarla completamente, esattamente com'era prima di lasciarla. La speranza sarebbe di assistere a quel prodigio: ma solitamente sono troppo veloci per catturarle, e mimetizzandosi riescono quasi sempre a cavarsela.

In realtà oggigiorno sappiamo che il segreto della coda della lucertola non è poi così inspiegabile: ci ha pensato la scienza a dipanare anche questo mistero. La ragione è che nel piccolo rettile, come nel caso delle rane, vi è un gene, chiamato WNT, che permette il rilascio di una proteina che, a sua volta, controlla a cascata la produzione di nuovi geni e la rigenerazione di cellule giovani, cosa che permette a questi animaletti la ricrescita delle estremità amputate.

Ben pochi sapevano però che questo gene è presente anche negli uomini. La rivista specializzata Stem Cell Reports ha pubblicato in questi giorni i risultati di un esperimento condotto dai ricercatori del Centre for Genomic Regulation di Barcellona, che hanno appunto studiato il meccanismo di ricostruzione della coda nelle lucertole, scoprendo che la responsabilità di questo prodigio è da attribuire ad una molecola che nei rettili è attiva, ma nei mammiferi risulta invece silente: questo è il motivo per cui, purtroppo, le cellule danneggiate non vengono sostituite da cellule più giovani e funzionanti nell'uomo.

Ma cosa succederebbe se manipolassimo il WNT e cercassimo di renderlo attivo anche negli esseri umani? È questa la domanda a cui stanno cercando di rispondere i ricercatori spagnoli. In linea di principio non si è arrivati a teorizzare la ricrescita completa e totale di arti amputati, come nel caso della coda delle lucertole: ma questo gene potrebbe tornare utile per tante malattie a cui, oggigiorno, fatichiamo a dare una risposta. Patologie quali il morbo di Parkinson, la sclerosi a placche, il cancro, e altre ancora fondate su un danno cellulare, potrebbero trovare risposta? Il WNT sarebbe in grado di sostituire le cellule oramai compromesse con altre giovani e funzionanti, come succede nella lucertola? È quello che sono determinati a scoprire gli scienziati spagnoli, cercando di comprendere se l'attivazione di questo gene non comporti uno sbilanciamento dei delicatissimi equilibri su cui poggia la salute del nostro organismo.  
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Stem Cell Reports, Centre for Genomic Regulation

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
4.38 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?

Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti