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Prevenzione

Propriocettività: perché allenarla

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Pubblicato il: 13-05-2014

Sentiamo sempre più spesso parlare di propriocettività, soprattutto quando ci si riferisce ad un training di tipo funzionale. Approfondiamo insieme con un esperto del settore quali sono i muscoli interessati e come allenare questa capacità.

Propriocettività: perché allenarla © Thinstock Sanihelp.it - Negli ultimi anni in palestra il training di tipo funzionale ha acquisito una rilevanza sempre maggiore. Si è capito infatti che allenarsi non è solo un modo per migliorare l’estetica del corpo, ma è soprattutto un valido mezzo per garantire nel tempo un buono stato di salute e la funzionalità di muscoli e articolazioni.  
 
L’allenamento della propriocettività prevede esercizi atti non tanto ad aumentare il volume o la forza muscolare, o ancora a diminuire la quantità di grasso corporeo; si cerca invece di rendere il corpo più reattivo per agevolare la persona nell’esecuzione dei gesti quotidiani, ma anche di sforzi o movimenti improvvisi senza che ciò si rifletta sulle articolazioni e/o muscoli. Una migliore propriocettività permette dunque di preservare il corpo dagli infortuni, migliorare l’equilibrio, la reattività e l’agilità.
 
Per saperne di più abbiamo intervistato un esperto del settore fitness, Gianluca Spinelli (massofisioterapista e personal trainer).
 
Che cos’è la propriocettività?
«La propriocettività è definita come la percezione che si ha, indipendentemente dalla vista, della posizione e del movimento degli arti e del corpo nello spazio. Questa qualità risulta fondamentale per il controllo del movimento e della stazione eretta. I recettori chiamati in causa a tale scopo sono quattro: i fusi neuromuscolari, gli organi tendinei del Golgi, i recettori delle capsule articolari e i recettori cutanei. Si tratta di un sistema complesso, che regola, tra gli altri, la nostra postura».
 
Quando è utile allenare questa capacità?
«L’allenamento propriocettivo risulta fondamentale per un recupero completo dopo un trauma (per ripristinare i riflessi e riattivare tutti i canali informativi interrotti dal trauma), per la prevenzione degli infortuni, nello sport per un maggiore controllo della muscolatura durante le azioni di gioco e del gesto tecnico. É poi utile a quegli atleti che praticano attività che prevedono continui e improvvisi cambi di direzione, salti e balzi, sport in cui la percentuale di infortuni come distorsioni a caviglie e ginocchia è elevato (basket, tennis, pallavolo ecc.).
 
Come si allena la propriocettività?

«L’allenamento propriocettivo è composto da un insieme di esercizi che vanno a creare situazioni di instabilità. La tecnica di allenamento si basa su sollecitazioni controllate ed applicate alle articolazioni utilizzando sia esercizi in scarico che a carico naturale, in appoggio sul terreno o su piani oscillanti di varia difficoltà, come tavolette, skimmy , bosu, trampolini ecc. Gli attrezzi usati più di frequente sono comunque tavolette di diverse forme, che hanno diversi gradi di instabilità a seconda del livello dell’atleta.
Le combinazioni di esercizi sono infinite: si può partire cercando di mantenere l’equilibrio su una tavoletta in appoggio bipodalico (su due piedi) e a seguire monopodalico (su un piede solo), per poi passare ad una serie di balzi con atterraggi su superfici instabili. Ovviamente il tutto dovrà essere programmato in progressione, per non incorrere in un sovraccarico delle articolazioni coinvolte».
 
 
 
 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Gianluca Spinelli - massofisioterapista e personal trianer

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