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Il cervello distorce ciò che vediamo per mantenere stabilità

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Pubblicato il: 16-05-2014
Sanihelp.it - Il presente che osserviamo e di cui siamo coscienti, è a tutti gli effetti una proiezione di ciò che abbiamo visto negli ultimi 15 secondi.

A scoprirlo, un gruppo di ricercatori dell'Università di Firenze e dell'Istituo di neuroscienze del Cnr di Pisa, che ha rilevato come la consapevolezza dell’impossibilità di un repentino cambiamento, induca il cervello a vedere le cose sulla base di ciò che si è osservato poco prima.

Molteplici esempi arrivano dal mondo cinematografico (i cosiddetti bloopers): Harry Potter, nel corso del film "L'Ordine della Fenice" cambia la scollatura della maglietta da un’inquadratura all’altra, nel film di "Pretty Woman", il croissant di Julia Roberts si trasforma improvvisamente in una frittella, senza contare i frequentissimi particolari fisici dei personaggi (come cicatrici o nei) che compaiono o scompaiono, oggetti scenici che cambiano posizione, e così via.

«Questi meccanismi servono ad armonizzare la percezione del mondo che altrimenti sarebbe fortemente discontinua – spiega David Burr, professore della facoltà di psicologia all'Università di Firenze e coautore dello studio – A differenza dei film, l'ambiente che ci circonda è sostanzialmente stabile, con pochi cambiamenti improvvisi. Il cervello sembra aver imparato che le cose non cambiano improvvisamente e, se un'informazione attuale non è completamente affidabile, ci si può basare su quello che si è visto prima».

I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista americana Proceedings of the National Academy of Sciences, ha quindi spiegato come il cervello sacrifichi l'accuratezza della singola informazione in nome della continuità e della stabilità della percezione.

«La ragione che sottende questo comportamento – prosegue il coautore Marco Cicchini dell'In-Cnr – è che gli apparati sensoriali non sono perfetti, bensì contengono, come tutti i sistemi di comunicazione, fluttuazioni casuali e ‘rumore di fondo'. Queste fluttuazioni, se registrate, potrebbero essere interpretate come veri e propri cambiamenti nel mondo esterno. Per questo motivo il sistema visivo cerca continuamente di mettere insieme gli stimoli che sono simili tra di loro e di costruirne una sorta di media».

Nella realtà infatti, è decisamente improbabile che un cornetto si trasformi in una frittella nel giro di qualche frazione di secondo, quindi il cervello si preoccupa di stabilizzare la percezione visiva nel corso del tempo, portando a una prevedibilità che permette di avere una sensazione di stabilità nei confronti della realtà circostante.

«Senza questa integrazione degli stimoli nel tempo, saremmo ipersensibili alle fluttuazioni visive innescate da ombre, dal movimento e da una miriade di altri fattori – conclude il professor Cicchini – i volti e gli oggetti potrebbero sembrare trasformarsi da un momento all'altro con un effetto sconvolgente».
 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)

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