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I consigli della life coach

Amicizia sul lavoro: come gestirla?

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Pubblicato il: 20-05-2014

Trascorriamo molte ore al lavoro, spesso accanto ad altre persone con cui è importante instaurare e mantenere rapporti sereni. Ecco come fare.

Amicizia sul lavoro: come gestirla? © Thinstock Sanihelp.it - Con i colleghi di lavoro condividiamo successi e insuccessi, giornate positive e giornate nere, collaboriamo per il raggiungimento di obiettivi comuni e spesso instauriamo rapporti di amicizia.
 
Secondo la life coach Lucia Giovannini, avere amici sul posto di lavoro ha dei vantaggi in termini di benessere psicologico e andamento professionale. Dà più carica e motivazione per affrontare le giornate e una spalla a cui appoggiarsi nei momenti più bui; la condivisione dei problemi extra lavorativi poi consente spesso di sentirsi compresi senza bisogno di tante spiegazioni. 
 
A volte però, quello che appare come un rapporto di amicizia, si rivela un relazione fondata sull’interesse. Si può mostrare solidarietà e collaborazione, ma può capitare di trovarsi in situazioni poco piacevoli tanto da arrivare a voltare la faccia all’amico/collega. Ecco allora sei consigli per gestire le amicizie sul lavoro.Non isolarsi dagli altri. Avere un rapporto di complicità con un collega può portare a escluderne altri, che vengono visti quasi come una minaccia a un rapporto tanto speciale. Il rischio è quello di isolarsi dagli altri e creare tensione. Alcuni colleghi potrebbero essere gelosi della complicità creatasi e cercare di sabotarla. È importante esserne consapevoli e cercare di avere un rapporto sereno e amichevole con tutti i colleghi. Attenzione anche al linguaggio: è consigliabile esprimersi al positivo - evitando di parlare male degli altri - e contribuendo così a mantenere un clima piacevole.

Mantenere il focus. Avere amici sul posto di lavoro può aumentare la motivazione e anche la produttività se però si è in grado di mantenere il focus sul lavoro. Il rischio, infatti, è farsi distrarre facilmente dalle chiacchiere e perdere di vista i progetti che si stanno seguendo per poi trovarsi a dover correre per recuperare. Sii professionale e rispetta le scadenze, non lasciarti distrarre da troppe pause caffè. Un pranzo o un aperitivo dopo il lavoro sono un modo per passare del tempo con l’amico/collega senza compromettere la produttività.Comunicare in modo diretto e chiaro. Quando si presenta un problema al lavoro, non bisogna avere paura di dire le cose come stanno: questo eviterà litigi che potrebbero danneggiare la vita professionale e personale. Occorre tenere presente però che dire la verità è una cosa, il modo in cui la si dice è un’altra. L’idea non è di tacere e di lasciar correre l’errore, ma bisogna considerare il modo in cui formulare la comunicazione affinché l’altro si senta apprezzato e non colpevolizzato. Si può cominciare spiegando i propri motivi. Possiamo fare notare gli errori senza cadere nell’arroganza, nella critica o nella colpevolizzazione. Possiamo essere duri con il problema restando morbidi con la persona.

Non prenderla sul personale. Se siamo oggetto di una critica, l’atteggiamento migliore è ricordarsi che a essere giudicato, criticato o attaccato è un nostro modo di pensare, una nostra frase, una nostra azione, un nostro progetto. Non necessariamente noi. La critica è verso l’idea che la persona ha di noi. C’è molta differenza tra il pensiero che hanno di noi e chi siamo veramente. Occorre fare una distinzione netta tra persona e comportamento. Noi come persone siamo più dei nostri progetti, delle nostre azioni e persino dei nostri pensieri. Per evitare di personalizzare quando siamo sotto attacco serve allenare il distacco: il distacco ci aiuta a smettere di drammatizzare e prendere le cose in maniera più leggera.
 Attenzione all’ambizione. Come fare quando uno dei due riceve una promozione e passa di livello? Se il nostro amico/a diventa il nostro superiore il rischio di cadere nella trappola del giudice che fa continui paragoni è alto. Il consiglio è cercare di considerare il nostro amico/collega uno stimolo a cui ispirarsi per migliorarsi. Ci si può chiedere per esempio: quali sono le qualità presenti in questa persona che voglio aumentare in me? Cosa posso fare per raggiungere anch’io quel risultato? Come posso farlo rispettando me stesso?

Stabilire alcuni limiti. Lavori meglio in uno spazio ordinato? Prima di un appuntamento importante hai bisogno di concentrarti? Ti infastidisce essere continuamente interrotto dalle domande della tua collega? O viceversa hai spesso bisogno di fare brainstorming con qualcuno sui progetti che stai seguendo al lavoro? É importante imparare a comunicare i propri bisogni: per lavorare al meglio, ognuno ha bisogno di far rispettare il proprio spazio personale. E per farlo, il primo passo è conoscere bene noi stessi e le nostre reazioni.
 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Lucia Giovannini - www.luciagiovannini.com

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