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Né compressa, né iniezione: nuovo farmaco per il dolore

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Pubblicato il: 29-05-2014
Sanihelp.it - Quando parliamo di dolore acuto pensiamo a un dolore che arriva improvviso, inaspettato, durante il lavoro, nel cuore della notte, in vacanza lontano da casa e, spesso, nell’impossibilità di ricorrere alle cure del medico o dei familiari.

Una soluzione al dolore acuto arriva oggi dalla disponibilità di una nuova formulazione di diclofenac che può essere facilmente iniettata da soli. La nuova formulazione è mirata alle esigenze dei malati che desiderano una risposta rapida al dolore acuto, efficace e con una modalità di assunzione pronta e personalizzata: la disponibilità, per la prima volta, dei bassi dosaggi di 25 e 50 mg, in aggiunta al classico 75 mg, permette di utilizzare la più bassa dose efficace del FANS, seguendo la raccomandazione emessa dall’Agenzia Europea per i Medicinali.
 
Il diclofenac è disponibile in tante formulazioni: compresse, gel, cerotti medicati, fiale per intramuscolo e, oggi, anche in siringa pre-riempita con un ago per sottocute, per intenderci simile a quello utilizzato per vaccinare i bambini, quindi meno doloroso di quello tradizionale.

La nuova opzione terapeutica offre numerosi vantaggi, quali la facilità di somministrazione, la rapidità d’azione e permette di mantenere inalterata l’efficacia analgesica anche in presenza di una riduzione del dosaggio del principio attivo, fatto cruciale alla luce delle recenti limitazioni prescrittive AIFA (nota 66) consentendone l’impiego in tutta sicurezza.
 
Secondo una recente ricerca Doxa sul dolore, il medico di medicina generale è  riconosciuto come la figura di riferimento (91%) ma, nella pratica, gli italiani decidono in autonomia cosa fare (53%).
 
I dolori definiti acuti rappresentano la risposta a lesioni subite dall’organismo a causa di traumi o malattie acute insorte nell’immediato. A causare più frequentemente il dolore sono le patologie osteoarticolari, i dolori muscolari, l’artrite, l’artrosi, l'ernia del disco, la sciatalgia, il mal di schiena, il colpo della strega, le lesioni traumatiche, ma anche le recrudescenze di un’artrite reumatoide o di altre malattie reumatiche, che costituiscono, nell’insieme, il principali motivo di consulto del medico.
 
Studi dimostrano che la risposta analgesica ai due dosaggi di 50 e 75 mg è simile, suggerendo che il dosaggio di 50 mg è spesso sufficiente. Questa nuova formulazione è resa possibile grazie all’associazione del diclofenac con le beta-ciclodestrine, che aumentano l’idrosolubilità e la biodisponibilità del composto associato: in questo modo il volume della soluzione iniettabile è stato ridotto, passando da 3 ml a 1 ml, e permettendo quindi la somministrazione sottocutanea.


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IBSA Farmaceutici

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