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Malattie

HIV: aumenta la trasmissione sessuale

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Pubblicato il: 27-05-2014

Quattromila nuovi casi l'anno e boom per i giovani omosessuali. Non sono buone le notizie circa la trasmissione del virus dell'HIV.

HIV: aumenta la trasmissione sessuale © Thinstock Sanihelp.it - Il pericolo HIV è tutt’altro che archiviato. Anzi, secondo i dati diffusi a Roma in occasione della sesta edizione di I.C.A.R. (Italian Conference on AIDS and Retrovirus), promossa dalla SIMIT, la Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, sono circa 4000 le nuove diagnosi ogni anno, tanto che si può stimare che ad oggi ci siano circa 150 mila sieropositivi in Italia.
 
Ad allarmare è soprattutto l’età della diagnosi: mediamente 38 anni per i maschi e 36 per le femmine. Una diagnosi quindi molto spesso tardiva, quando il virus dell'HIV ha già avuto modo di danneggiare seriamente il sistema immunitario. «L'Italia è tra i fanalini di coda in Europa come tempo della diagnosi: è troppo tardiva, in fase avanzata,e questo significa minori chance di tornare alla normalità anche con una terapia antivirale efficace, nonché maggiori chance di contagio di altre persone nel lungo periodo che intercorre tra l'infezione e la diagnosi» commenta il professor Perno, Professore Ordinario di Virologia Università di Roma Tor Vergata e Direttore Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia.Allerta anche sulla modalità di trasmissione dell’infezione: negli ultimi anni è assolutamente in crescita quella per via sessuale. In particolare, i casi attribuibili a trasmissione eterosessuale sono aumentati dall'1,7% nel 1985 al 42,7% nel 2012 e i casi attribuibili a trasmissione omosessuale nello stesso periodo sono aumentati dal 6,3% al 37,9%. « Si può calcolare un aumento di infezioni, negli ultimi anni, del 10-15% nella fascia più giovane, tra i 16 e i 25 anni, soprattutto a causa di rapporti omosessuali» precisa Perno.
 
Da dove nasce tutto ciò? Dalla «totale assenza della percezione della malattia e la completa incoscienza di fronte alla gravità della stessa» spiega lo specialista. «Sesso sregolato e mancanza di percezione del rischio e della conseguente necessità di proteggersi, al giorno d'oggi, sono i principali fattori che favoriscono il contagio: rimane importante il ruolo delle droghe, soprattutto cocaina, che abbassano i freni inibitori e provocano un cedimento dello stato coscienzioso e dell'autocontrollo, soprattutto tra i giovani».


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