Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

I gusti? Questione di DNA. Arriva la dieta genetica

di
Pubblicato il: 03-06-2014
Sanihelp.it - De gustibus non disputandum est. La capacità di sintesi dei latini era senza pari: sapevano come esprimere concetti anche lunghi e complicati da spiegare mettendo assieme la miseria di quattro o cinque parole. Molti dei modi di dire dell'Antica Roma sono rimasti ancora oggi nell'immaginario collettivo, divenuti proverbi e saggezza popolare della nostra nazione. I gusti sono gusti: significa che sono soggettivi, e in quanto tali non si possono criticare quelli altrui, così come le altre persone non dovrebbero animarsi per i nostri. Soprattutto se le preferenze sono dettate dal genoma.

Questo è quanto due ricercatori dell'Università e dell'IRCSS Burlo Garofalo di Trieste hanno svelato allo European Society of Human Genetics, convegno annuale che per l'edizione 2014 si è tenuto a Milano. Gli scienziati italiani Nicola Piratsu e Antonietta Robino, attraverso due studi congiunti ma separati, hanno identificato diciassette geni indipendenti coinvolti nella selezione delle preferenze alimentari, oltre a scoprire che il gene KCNA5 sia quello che decodifica il gusto salato. La sperimentazione si è svolta monitorando le reazioni dei volontari a cibi quali carciofi, pancetta, succo d'arancia e caffè, per individuare la parte del DNA coinvolta nella assimilazione di questi alimenti.

Tale scoperta, secondo i due ricercatori italiani, può dar luogo ad un nuovo tipo di regime nutrizionale personalizzato: la dieta genetica, in cui si somministrano i cibi per cui siamo naturalmente più predisposti. La validità di questo approccio è stata confermata da un'altra sperimentazione, in cui si mettevano a confronto due gruppi di persone, entrambi composti da individui con problemi di peso: il primo gruppo seguiva un approccio dietetico, diciamo così, tradizionale; mentre la seconda categoria verificava la validità dell'alimentazione genetica. Nell'arco di due anni, i membri di quest'ultimo campione non solo hanno sperimentato una diminuzione dei livelli di obesità superiore del 33% di quella accaduta al primo gruppo, ma hanno anche visto un aumento di massa magra. Questa scoperta potrà dunque portare ad una nuova mentalità dei regimi alimentari, in cui si studieranno diete personalizzate per ciascuna persona, in base ai cibi per cui siamo geneticamente più predisposti.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
IRCSS Burlo Garofalo, European Society of Human Genetics

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti